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L’ultimo saluto alle vittime di Monteforte

Ai funerali il premier Letta, i ministri Orlando e De Girolamo, il leader Pd Epifani, il governatore Caldoro, l’assessore regionale Pasquale Sommese e il vicesindaco di Napoli Sodano. [VIDEO]

File interminabili di auto parcheggiate già poco dopo l’uscita Monteruscello della tangenziale di Napoli: l’Italia si stringe intorno al dolore dei familiari delle vittime di Monteforte Irpino, Da Pozzuoli, Roma, Milano e molte altre città, quasi 4mila persone hanno voluto salutare per l’ultima volta chi ha perso tragicamente la vita su quel pullman turistico domenica sera.
Parenti, amici, conoscenti, curiosi. Tutti riuniti in religioso silenzio nel Palasport, un luogo dove durante l’anno avvengono attività fisiche, manifestazioni e cerimonie di premiazione, ma questa mattina destinato alla speciale funzione liturgica. Una triste eccezione.

“Pregate per tutti i parenti e gli amici dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Il Dio della consolazione li consoli, allevi la loro sofferenza, renda più salda la loro speranza”. Mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, si rivolge al pubblico di visitatori e fedeli con questo forte appello invitando a pregare ora soprattutto per i feriti: “il Signore non permetta che si aggiungano altri nomi al già straziante elenco”. Giungono in tempo reale i telegrammi di cordoglio di Papa Francesco, “Un abbraccio per chi soffre”, ed uno da parte dello Stato, rappresentato sul posto dal premier Enrico Letta.

Cercano conforto nella fede i familiari delle vittime, stesi accanto alle bare con lo sguardo perso nel vuoto, abbracciando e accarezzando i loculi come per rivolgere l’azione ai loro cari scomparsi. Ascoltano, distrutti, le parole iniziali di un passo del vangelo di Marco (“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”) che narra di un immenso dolore sanato dalla speranza della resurrezione. Le lacrime rigano i volti stanchi, increduli, e qualcuno accusa i primi malori.
“La solidarietà è anche evitare che accada di nuovo un incidente del genere”, affonda Mons. Gennaro Pascarella, a sostegno della scena straziante davanti a sé, in presenza dei rappresentanti del mondo della politica nazionale e regionale. Accanto a Letta, i ministri delle Politiche agricole e dell’Ambiente, Nunzia De Girolamo e Andrea Orlando, e il leader del Pd, Guglielmo Epifani. Tra loro il sindaco di Monteforte Irpino, Antonio De Stefano, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, l’assessore ai Rapporti con province e comuni, Pasquale Sommese, il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano e numerosi con la fascia tricolore.

Al termine Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli, interviene con la voce rotta dal pianto, ma trova la forza di dire:”Pozzuoli è distrutta dal dolore. Ringrazio chi ci è stato vicino in questo momento dimostrando grande cuore e grandissima solidarietà: grazie al sindaco di Monteforte Irpino e alla sua comunità: avete dimostrato grande vicinanza”. Il primo cittadino sente di ringraziare inoltre “il prefetto, il questore e tutte le forze dell’ordine, ma soprattutto i ragazzi della Croce Rossa, davvero eccezionali” e tutti i politici presenti all’interno del Palasport. L’emozione tocca l’apice, Figliolia ricorda che “non è la prima volta che la città subisce un trauma forte: noi puteolani abbiamo avuto molti dolori, ma questo, senza dubbio, è il più grande. Sapremo andare avanti. Abbiamo dimostrato con la nostra compostezza e dignità di essere una grande comunità”. Infine un pensiero ai familiari: ”Quello che ho fatto in questi giorni l’ho fatto da sindaco, da cittadino e da uomo, e assicuro loro il sostegno della città a nome di tutto il consiglio comunale. Noi ci saremo”.

La messa si è conclusa tra gli applausi della gente, che ha svuotato rapidamente gli spalti della struttura per dirigersi all’esterno. In pochi hanno atteso dentro che tutte le bare fossero sollevate e portate via per essere posizionate sui carri funebri e raggiungere il cimitero. Rispettando un ritmo lento, addetti e amici hanno posizionato corone, composizioni di fiori, e sull’ultima, quella di Gennaro Esposito di Pozzuoli, una sciarpa del Napoli. Lui, come tanti era tifoso della squadra partenopea. La sua famiglia ha atteso prima di salutarlo definitivamente, non ha accettato questo torto.
La morte è sempre inaccettabile e oggi, soprattutto, non bada all’età. Al passaggio di due bare in particolare il respiro si blocca: sono quelle di Teresa Restivo, 32 anni, di Pozzuoli e di Silvana Del Giudice, appena 26. Un palloncino bianco resterà per sempre nella memoria italiana. Mancava quella di Ciro Lametta, di Napoli. Il suo corpo è stato trattenuto al San Giuseppe Moscati di Avellino per l’autopsia.

Fuori, tra gli amici di famiglia delle vittime, un gruppo scoppia in lacrime davanti al carro funebre con la salma di Luciano Caiazzo, il salumiere di 44 anni di “sopra i Seicento” per gli abitanti locali, in realtà Monteruscello Nord per chi non è di Pozzuoli. Due aste alte con le immagini della Madonna dell’Arco sono il saluto dei suoi compagni, devoti quanto lui. Dopo il soggiorno a Telese Terme, infatti, era previsto un viaggio a Lourdes in seguito a quello in Croazia.
“Era una persona squisita, sempre solare, ottimista, umile”, racconta una ragazza che lo conosceva bene. “Tutti lo stimavano, perché era disponibile e serio. Sono convinta che Pozzuoli non gioirà più come prima: lui era la nostra energia”. Poi parla di Monteruscello:”Luciano portava una ventata di freschezza in questa frazione, dove non ci sono posti per svagarsi e grandi risorse. Aspettavamo le sue novità, che erano capaci di trascinare anche gli estranei. La sua salumeria a Licola era diventata per noi un luogo di ritrovo prima di uscire il sabato sera”.

I passeggeri di quel pullman amavano divertirsi, evadere dalla vita che spesso riserva cose spiacevoli. Per loro, ora, un viaggio speciale, di sola andata. In Paradiso.
(Fonte foto: G. Mirko d’Onofrio)

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