Il pianeta scuola deve tendere a realizzare processi dinamici soggettivi che possano modificare il modo di essere ed i modi di relazionarsi della persona con i contesti di riferimento.
Ogni studente ha il diritto di operare scelte quale soggetto che, con le sue memorie ed esperienze, con le sue credenze ed interpretazioni di fatti e fenomeni, è in grado di dichiarare interessi e motivazioni verso attività specifiche e differenziate – di laboratorio e di aula – che lo conducano all’incontro con le conoscenze disciplinari.
La strumentalità delle discipline per la formazione dovrebbe riuscire ad evidenziare una nuova dimensione del rapporto docente/alunno in cui il flusso delle informazioni, che oggi è mediato in maniera molto più attraente dai mass media, assume nuova circolarità. In questo quadro, il docente può tendere a stabilire un dialogo fondato sullo scambio di valori e sulla reciprocità di contributi guidando tutti gli allievi e ciascuno di essi a rendere problematica la realtà più immediata collocando le conoscenze in quadri culturali, sociali e fenomenici storicamente determinati.
Si costruisce così “il sapere” anche attraverso la comunicazione delle singole esperienze, delle proprie credenze e delle interpretazioni dei fenomeni, proposte in modo variegato anche attraverso i linguaggi tecnologici di cui i giovani oggi hanno sempre più padronanza.
Si tratta di un lavoro costruttivo progettato insieme ricercando le soluzioni ai problemi emergenti, strutturando un rapporto nuovo tra generazioni, di ascolto reciproco, di valorizzazione delle identità e delle autonomie di pensiero. L’assetto filosofico organizzativo della scuola riformata di inizio terzo millennio deve fornire precisi riferimenti per l’orientamento pedagogico didattico: a partire dalla centralità dello studente, infatti, le Raccomandazioni, le Indicazioni, le più recenti “linee guida” costituiscono , in una logica ologrammatica, la possibilità concreta della realizzazione di un percorso che conduca il giovane educando alla conquista dell’autonomia e al pieno possesso delle competenze.
Applicata alla didattica, si ritiene che la logica ologrammatica sottenda nuove metodologie di approccio alla conoscenza del mondo che ci circonda: l’unità di ogni oggetto, fatto o fenomeno viene conosciuta nella sua problematicità di realtà complessa, fatta di molteplici elementi intercomunicanti e sinergici, e quale totalità di aspetti e prospettive interpretabili mediante le diverse discipline: i linguaggi e le logiche codificate nelle discipline vanno a costituire chiavi di lettura e strumenti d’interpretazione della complessità del reale. Poiché in natura non esistono discipline bensì fatti, fenomeni e situazioni problematiche, la conoscenza si configura sostanzialmente quale indagine su “come funziona” il mondo naturale ed artificiale nella sua complessità.
La conoscenza, pertanto, a cui il pianeta scuola tende, dovrà allora corrispondere a processi dinamici soggettivi tali da modificare il modo di essere ed i modi di relazionarsi della persona con i contesti di riferimento. In tale accezione la persona, nella sua integrità ed unicità, assume una centralità quasi esclusiva nei processi di apprendimento.

