Resistiamo al politicamente scorretto >choosy della Fornero e ci manteniamo sul classico. Faremo però un ragionamento opposto a quello delle due precedenti puntate ma con la stessa predisposta finalità, la tutela della nostra lingua.
Quando ero ragazzo, relazionando su una ricerca scolastica, fui duramente attaccato da una coetanea che criticava una mia pronuncia di un vocabolo inglese. A quell’epoca, quella in cui si incominciava ad essere sensibili a quell’oscuro mondo che è l’universo femminile, mi toccò non poco quell’appunto e non certo per ragioni linguistiche. Sta di fatto che me ne ricordo ancora oggi. L’evento, per me emblematico, perché è ovvio che quella ragazza mi piaceva, oggi mi ritorna utile per un qualcosa di tutt’altra valenza. Infatti la parola in questione era la sempreverde media!
La longilinea e bionda ragazzetta mi fece allora notare che si doveva pronunciava midia e non media come mi ostinavo a pronunciarla, perché trattavasi di parola inglese! All’epoca, la mia conoscenza del latino, trovandomi alle medie, era scarsa, per cui trasecolai, arrossii e tacqui! Ebbene sì, eravamo in piena invasione anglosassone e in tempesta ormonale, era anche un’epoca in cui i genitori facevano carte false per piazzare l’erede in una sezione dove vi fosse l’inglese invece dell’incipientemente inutile francese.
Ecco quindi spiegata la saccenza della bella fanciulla, era supportata da quella della società dell’epoca, di quella fine anni settanta non poi così diversa da quella attuale, e che segue solo con mezzi e strade diversi lo stesso imperituro e provinciale luogo comune. Oggi, con la nostra etimologia da farmacista, sentenziamo su tutto lo scibile umano e sosteniamo che quando una parola inglese ha una chiara origine latina bisogna pronunciarla così come sul Tevere si faceva. Il problema è però assai più complesso e si sa, che quando una cosa è complessa e ricca di sfumature, la gente guarda in alto, fa spallucce o scappa via.
L’inglese ha circa il settantacinque per cento delle sue parole di origine latina, non solo per il retaggio di quella che era la lingua colta per eccellenza ma anche per la vicina Francia che non ha poco influito nella storia e cultura delle isole britanniche. Nessuno però si sognerebbe di pronunciarle tutte alla latina e quindi, all’occorrenza, quando non si sa o non si vuole seguire un’ostica pronuncia, fatta di suoni poco familiari al nostro idioma, allora si riscopre una antica verginità latineggiante! Per non sembrare incoerentemente esterofili va specificato che, una lingua viva è come una spugna, assorbe tanti vocaboli quanto ne può e sarà solo l’uso a selezionarne la forma e la persistenza nel nostro vocabolario, quindi, meglio non porre barriere doganali ai barbarismi ma li si usi con moderazione e soprattutto con consapevolezza.
Ma ecco purtroppo l’inversione di tendenza! Ecco la medesima saccenza che ci contraddistingue. La summenzionata parola media (midia in inglese) corrisponde ai mezzi di informazione o per esteso (mass media) ai cosiddetti mezzi di comunicazione di massa. In latino, media è innanzitutto un plurale, meglio specificarlo vista l’insistenza ad usare le esse per il plurale inglese, in una grammatica che strenuamente resiste nell’essere ancora orgogliosamente italiana. Ma il suo significato non è così specifico come per l’idioma britannico, patria dei primi giornali in senso moderno. Il suo singolare, medium, in latino, significa semplicemente mezzo, ecco perché sarebbe più opportuno, almeno stavolta, limitarsi all’inglese e alla sua corretta pronuncia, oppure scegliere la più lunga ma italica parola.
La stessa cosa accade con la parola genius che sarebbe più opportuno pronunciare,come il buon Mike Bongiorno faceva, ginius semplicemente perché in latino, lingua da cui deriva, non significava persona con particolari o straordinarie doti ma faceva riferimento a una divinità minore, che secondo il credo antico, accompagnava l’uomo e lo proteggeva come un nume tutelare. Emblematico poi il caso della parola summit pronunciato più propriamente sammit. Qui molti storceranno il naso ma basterebbe un semplice dizionario della lingua italiana, per non andare oltre e per verificare che la parola tanto in voga deriva dal francese sommet e a sua volta dal latino summum, sommità, e non certo vertice di capi di stato come l’uso attuale vuole.
Comunque, lungi da noi l’attestare esiti orribili come sain dai per sine die, l’obbrobrioso par condiscion per una più nostrana e inapplicata par condicio o quello, ascoltato tempo fa sul tgr Campania, ovvero uno Sterminetor Vesevo al posto di Sterminator Vesevo. In pratica Schwarzenegger contro Leopardi. La forza della nostra cultura contro i possenti muscoli di un inglese ipertrofico e spettacolare.
Forza Giacomo! Fange vedè!

