L’Iniziativa dei cristiani per l’Europa (Ixe) lancia un appello in occasioni delle prossime elezioni europee: “Sì all’integrazione, no ai populisti”.
"Sì alla dimensione effettivamente europea dei programmi elettorali, no alle liste che prendono in ostaggio l’Europa per egoistici fini nazionali".
"Sì a una seria analisi dei limiti dell’Ue, no alle tentazioni populiste". "Sì a una nuova comprensione degli interessi nazionali", ma al contempo "sì a una identità europea che valorizzi le specificità nazionali e regionali". Sono alcuni dei punti fermi indicati nell’appello in vista delle elezioni per l’Europarlamento diffuso a Bruxelles il 2 aprile dalla Iniziativa dei cristiani per l’Europa (Ixe), che raccoglie numerose organizzazioni laicali di vari Stati.
L’intento, hanno spiegato i promotori, è di "contrastare la disillusione e lo scoraggiamento" che sono stati alimentati dalla crisi, di "diffondere fiducia e speranza" legate al progetto europeo, di mettere in guardia dai pericoli derivanti dai nazionalismi, dalla xenofobia e dai movimenti populisti che si rafforzano in prossimità del voto di maggio. Il documento – intitolato "Per un’Europa dei valori e della fraternità" – invita i cittadini Ue a sostenere il disegno di costruzione dell’Europa unita, sottolinea la crescente importanza dell’Europarlamento nel processo legislativo e politico dell’Ue, ricorda le attuali difficoltà legate alla lunga recessione.
L’appello ribadisce la necessità di un’Europa "vicina ai cittadini", mette in guardia da una legislazione comunitaria incomprensibile per gli stessi cittadini, indica la via di un altro modello di sviluppo fondato sulla solidarietà. Per Ixe le "prossime elezioni rappresentano un’opportunità concreta, alla nostra portata, per domandare un nuovo soffio, un nuovo slancio per l’Europa". "È il Parlamento europeo che incarna direttamente i popoli. Competente oggi sulla totalità delle politiche dell’Unione, esso deve diventare la voce della comune coscienza europea". Il testo ricorda però che la crisi ha portato l’Ue "sulla soglia di una crisi esistenziale", che si evidenzia con modalità differenti, legate fra l’altro alla mancanza di lavoro da una parte, e dalla diffusione del populismo dall’altra.
Il documento richiama, inoltre, alcuni dati storici (fra cui gli anniversari delle guerre mondiali e della caduta del Muro di Berlino) e di attualità, con le delicatissime situazioni createsi in Ucraina e sulle sponde mediterranee: vi sono popoli – questo è il messaggio – "che rischiano la loro vita per godere dei diritti e delle libertà di cui noi già beneficiamo" e, per questo, "l’astensione" dal voto di maggio "sarebbe una grave colpa morale". Nell’appello si sottolinea poi il valore della "fraternità", che richiede giustizia verso i più deboli, l’apertura internazionale ("no a un continente indifferente alle miserie e alle speranze del mondo"), la solidarietà verso i migranti, il rispetto dell’ambiente.
"Informati, ascolta, agisci": sono i tre verbi cui siamo tutti chiamati, ma particolarmente noi credenti, a diventare soggetti responsabili e protagonisti" nel processo di integrazione europea. In particolare l’attenzione di tutti è rivolta a cinque grandi tematiche inerenti le competenze Ue: politiche economiche e sociali; migrazioni e asilo; sostenibilità; politiche per i giovani e la famiglia; l’Ue nel mondo. E’ nostro dovere andare a votare per dare il proprio concreto contributo che ci permetta di sognare un’Europa dei popoli e non delle banche, a servizio dei poveri (soprattutto dei giovani disoccupati) e non dei soliti garantiti, un’Europa di solidarietà e non solo monetaria-neo liberista. Il futuro degli europei (noi) è nelle nostre mani.
(Fonte foto: Rete Internet)

