martedì, Marzo 10, 2026
12.4 C
Napoli

“La storia della principessa splendente”: il ritorno di Isao Takahata

Il regista Takahata manda un messaggio: fare tesoro anche delle esperienze più tristi e malinconiche, apprezzare gli sprazzi di felicità che la vita regala, e amare il pianeta in cui viviamo. È un film che dovrebbero vedere tutti.

Dopo quindici anni di silenzio, il regista giapponese Isao Takahata è tornato sotto i riflettori per lo studio Ghibli, mettendo in scena "La storia della principessa splendente", basata sul racconto popolare giapponese "Taketori monotagari".

E’ la storia di Okina, un anziano tagliatore di bambù che un giorno taglia un fusto luminoso apparso magicamente al centro della foresta e trova al suo interno una minuscola e bellissima principessa addormentata. Ritenendola un dono degli dei, l’uomo la raccoglie e la porta con sé a casa, dove decide, insieme alla moglie, di allevarla. Principessa corre, gioca, insegue le rane, si arrampica sugli alberi – insomma vive liberamente la sua infanzia insieme agli altri bambini del villaggio – e cresce a vista d’occhio, come se ogni esperienza e ogni contatto con il mondo esterno sviluppassero anche il suo fisico.

La felicità di quel mondo semplice le viene brutalmente strappata quando il padre, che le ha fatto edificare un palazzo nella Capitale grazie all’oro elargitogli (sempre magicamente) dalla foresta, decide che è abbastanza grande per diventare una vera dama. Lo spirito selvatico di Principessa viene così rinchiuso in una gabbia dalla quale sembra impossibile evadere, a meno di non pagare un prezzo altissimo.
È difficile tramutare in parole le infinite emozioni che questo film suscita nello spettatore: una cosa però è certa: gli otto anni di preparazione dei disegni e i quindici lontano dalle scene sono stati spesi nel migliore dei modi.

Nella definizione delle immagini Takahata abbandona il neorealismo che lo ha caratterizzato nella prima fase del suo percorso cinematografico, culminato in "Una tomba per le lucciole" (altro capolavoro d’animazione, capace di far vibrare le corde più profonde dell’animo), e si volge tutto verso un estetismo puro e immediato, attuato attraverso un’amabile maestria nell’uso dei colori, il cui risultato finale sono disegni a carboncino dai tratti essenziali estremamente espressivi. Le forme mutano continuamente, i disegni si incalzano sullo schermo suggerendo un forte senso di precarietà: sembra che la fiaba possa trasformarsi in dramma da un momento all’altro, che l’equilibrio che tiene insieme il tutto possa sfaldarsi e crollare al minimo soffio di vento.

I paesaggi, i colori vivaci, i disegni semplici fatti secondo lo stile delle antiche stampe giapponesi, segnano il film con una "bellezza triste e precaria", simile a quella di un quadro impressionista. La protagonista, Principessa, racchiude in sé tutto lo spirito di un personaggio Ghibli che si rispetti: il suo amore per la natura e il suo impavido coraggio ricordano la principessa Mononoke, la sua curiosità fa pensare a Sen, protagonista di "la città incantata", la sua ostinata caparbietà rimanda certamente alla maggior parte degli eroi ghibliani. Il film nel complesso risente un po’ dell’influenza dell’altro grande pilastro dello studio Ghibli, Miyazaki, con cui Takahata ha collaborato frequentemente.

Il regista di "La storia della principessa splendente" non esita, anche in quest’opera come in ogni suo altro lavoro, a rappresentare il dolore e il disagio: i suoi personaggi sono molto più insofferenti di quelli di Miyazaki; tutti, in particolare la Principessa splendente, conoscono non solo l’amore, ma anche l’odio: sentono, insomma, che vivere è soffrire e combattere. Dal punto di vista tecnico, merita un elogio anche il sonoro, capace di emozionare per tutta la durata del film, anche attraverso suoni che dovrebbero essere banali, come quelli prodotti da un corpo che cade nella neve.

La maestria di Takahata però è tutta racchiusa nella sua capacità di persuadere lo spettatore che il regista non determini lo svolgimento delle cose: è straordinaria la sua abilità nell’uso dei procedimenti di un realismo oggettivo che si configura come una vera e propria "eclissi del narratore". Così, dal contrasto tra l’estetismo delle immagini e il “verismo” della trama nasce uno straordinario effetto straniante, che contribuisce a fare del film un capolavoro.

Le conclusioni spettano al pubblico, il quale si trova dinnanzi ad una fiaba meravigliosa che nel contempo racchiude in sè il vissuto quotidiano di una normale famiglia; ci si può schierare dalla parte della Principessa o dalla parte di Okina, non cambia nulla, perché entrambi sono portatori di valori sinceri e dignità forti. Questa favola senza lieto fine manda un messaggio chiaro: non conta ciò che otteniamo nella vita, ma ciò che lasciamo nel cuore di chi abbiamo incontrato nel nostro percorso su questa terra. "Uccelli, bestie, animali, erba, alberi, fiori, educate le persone alla pietà.”.
(Fonte foto: Rete Internet)

CINEMA E PAROLE

In evidenza questa settimana

Lavoro e divario di genere: in Italia 7,7 milioni di donne fuori dal mercato

All’indomani della Giornata internazionale delle donne, i dati sul...

Somma Vesuviana, Tommaso Sodano : “La sinistra torni a parlare al cuore di Somma”

Di seguito una riflessione di Tommaso Sodano sulla situazione...

PERstradaPERcaso, L’alice che sfidò il destino…

Una mattina davanti al mercato ittico di Napoli diventa...

Marigliano, lotta all’abusivismo al mercato del lunedì: sequestri e sanzioni da 5mila euro

Proseguono le operazioni di contrasto all’abusivismo commerciale nell’area del...

Argomenti

Lavoro e divario di genere: in Italia 7,7 milioni di donne fuori dal mercato

All’indomani della Giornata internazionale delle donne, i dati sul...

Somma Vesuviana, Tommaso Sodano : “La sinistra torni a parlare al cuore di Somma”

Di seguito una riflessione di Tommaso Sodano sulla situazione...

PERstradaPERcaso, L’alice che sfidò il destino…

Una mattina davanti al mercato ittico di Napoli diventa...

Marigliano, lotta all’abusivismo al mercato del lunedì: sequestri e sanzioni da 5mila euro

Proseguono le operazioni di contrasto all’abusivismo commerciale nell’area del...

Somma Vesuviana, quello che non è stato fatto…

Tra pubblici (pochi) e privati (tantissimi) incontri politici per...

Related Articles

Categorie popolari

Adv