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“La casa nella prateria”, un classico intramontabile

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La famosa serie televisiva trae origine dalla vera storia della scrittrice Laura Ingalls Wilder. Le atmosfere incantante e semplici della vita in campagna e il gusto dei sapori genuini di un tempo, ritrovati tra le pagine un libro.

«La casa nella prateria» è una serie televisiva statunitense andata in onda dal 1974 al 1983, ispirata ai romanzi, dal titolo originale «Little House on the Prairie», della scrittrice Laura Ingalls Wilder e portata in TV dal produttore della NBC Ed Friendly e dall’attore, co-regista e produttore esecutivo Michael Landon, scomparso nel 1991, protagonista anche della serie western «Bonanza».

La serie narra le difficoltose vicende di una tradizionale famiglia americana che dal Kansas si sposta in Minnesota nella seconda metà dell’800. La vita dei pionieri e delle loro famiglie, un’esistenza incentrata sulla frugalità, sulla condivisione dei valori importanti, i loro insediamenti in terre inesplorate e inabitate e il loro sforzo nel costruire una fattoria utilizzando le risorse del luogo e quelle delle proprie capacità. Una vita avventurosa, piena e dinamica pur nella sua semplicità estrema.

Il 30 marzo 1974 alle ore 19,20 venne trasmessa per la prima volta in Italia su Rai Uno, da allora è molto amata e famosa (e sono ancora trasmesse le repliche). La serie dapprima uscì col titolo «Quella casa nella prateria», poi «La piccola casa nella prateria», infine, definitivamente, «La casa nella prateria». La popolarità è dovuta al fatto che la serie è innanzitutto rivolta alle famiglie, e poi i vari episodi toccano temi importanti e sempre attuali quali, ad esempio, l’adozione, l’alcolismo, il razzismo, la droga, la cecità, la diversità, la tolleranza, la religione e via discorrendo.
A sua volta il libro racconta della vita della scrittrice Laura Ingalls, che è proprio il nome della protagonista della serie, la ragazza testarda dalle trecce rosse e dal viso tempestato di minuscole lentiggini, interpretata dall’attrice Melissa Gilbert.

I racconti autobiografici della Wilder sono dei piccoli gioielli letterari, la trama è intessuta di storie che fanno bene al cuore come una coccola materna, la particolarità dedicata ai dettagli è straordinaria e da ognuno di essi si può trarre non solo una morale da fare propria, ma anche la buona abitudine di focalizzarsi sulle piccole cose che rendono la vita più gioiosa, sebbene le condizioni sociali ed economiche non siano delle più rosee. L’opera della Wilder nasce come un romanzo di formazione, un libro per ragazzi, ma invece cela un animo sempreverde, adatto a qualsiasi età e per questo intramontabile.

La trasposizione cinematografica è quasi impeccabile: riesce perfettamente a rappresentare l’essenza del libro, anzi la esalta, in modo tale che il lettore riconosce ciò che ha letto e lo apprezza da un punto di vista cinematografico, sebbene siano stati aggiunti degli elementi estranei alla biografia dell’autrice. Le emozioni della lettura, in sostanza, collimano con le espressioni dei volti dei personaggi della serie, dando vita ad una “corresponsione di amori sensi” che di rado avviene quando da un libro si trae il relativo film.

Sia gli scritti della Wilder sia la serie televisiva sono sicuramente consigliati e dedicati a chi crede che nelle piccole cose si celi la felicità. Per citarne qualcuna: il pane della merenda con burro e salsiccia, le conserve di marmellate nella dispensa preparate in casa con il raccolto della frutta estiva, i lavori a maglia da regalare in occasione del Natale, la stufa a legna che d’inverno è perennemente accesa e sulla quale borbotta una zuppa fumante, le pagine di un buon libro da leggere prima di addormentarsi, le battaglie con le palle di neve… tutti quei gesti e quei rituali che una vita troppo improntata alle tecnologia, come quella moderna, sta facendo perdere di vista.

Approfondimenti
L’indimenticabile sigla
(Fonte foto: Rete Internet)

CULTURALMENTE

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