Fino al 21 luglio 2013, al Palazzo delle Esposizioni di Roma saranno in mostra gli scatti pubblicati fino alla fine degli anni Settanta dal fotografo di moda berlinese nella personale “Helmut Newton – White Women, Sleepless Nights, Big Nudes”.
“Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”. C’è tutto il senso della sensualità della sua arte in quest’espressione: Helmut Newton, tra moda e fotografia, ha immortalato più di ogni altro artista la bellezza del corpo femminile, cristallizzando la grazia e la sinuosità delle forme delle sue modelle nel click di una reflex.
Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, fino al prossimo 21 luglio, gli scatti pubblicati fino alla fine degli anni Settanta sono presentati al pubblico nella personale “Helmut Newton – White Women, Sleepless Nights, Big Nudes”, organizzata dietro il coordinamento del curatore Mathias Harder e promossa dalla Helmut Newton Foundation, Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico- dall’Azienda Speciale Palaexpo, in coproduzione con Civita e in collaborazione con GAMM Giunti. Nella mostra dedicata al più grande fotografo di moda del XX secolo, sono proposti quasi duecento scatti che ricordano alcuni momenti salienti della sua carriera; il titolo dell’esposizione riprende i tre volumi monografici pubblicati dal fotografo berlinese negli anni Settanta: “White Women”, “Slepless Nights” e “Big Nudes” lo hanno consegnato all’Olimpo della fotografia novecentesca. Stralci magnifici della sua produzione, personalmente scelti da June, vedova Newton, restituiscono i tratti della rivoluzione newtoniana.
Infatti, mentre la filosofia concettuale dell’azzeramento emotivo imperversava nell’arte dell’epoca, Newton ricongiungeva la fotografia alla sua natura primigenia: pura mimesis, dove l’imitazione della realtà e della natura che ne è il fondamento, secondo un’estetica classica della creazione artistica, ha per oggetto la grazia e la leggiadria del corpo femminile. Nudi o vestiti, quei corpi rivendicano la consapevolezza di una bellezza universale: le modelle di Newton, emanano un erotismo da fare invidia alle statue classiche. In uno dei suoi nudi d’autore del 1981, ad esempio, Helmut Newton immortala una modella di Vogue allo specchio. All’obiettivo del fotografo, che riprende se stesso e la moglie nell’attimo dello scatto, non può sfuggire quella statuaria e straripante bellezza che non ha nulla da invidiare all’eros sprigionato dalla Venere Callipigia.
Ma la donna non è solo il simbolo di un fascino che ammalia. Oltre le gambe c’è di più e si vede; passando in rassegna le fotografie dell’artista tedesco, si scorge la trasformazione della donna tra gli anni Sessanta e Ottanta: una donna forte, emancipata, che soggioga l’uomo trascinandolo in un baratro di sottomissione e riscattata da secoli di affronti, reclama, infatti, il ruolo dominante che le spetta nella società , in linea con il puro spirito femminista dell’epoca reinterpretato dalla personale filosofia newtoniana.
(Fonte foto: Rete Internet)

