Lo scalo merci di Marcianise vuole quadruplicare. Ma per farlo ha bisogno di occupare una parte enorme dei suoli agricoli e archeologici della città. Chiesta una conferenza dei servizi.
L’Interporto Sud Europa, quinto scalo merci ferroviario d’Italia, vuole fare il grande balzo quadruplicando attività e impianti. Ma per farlo ha bisogno di spazi: 8 milioni di metri quadri, vale a dire 8 chilometri quadrati da espropriare nella campagna a nord di Acerra, accanto al perimetro meridionale dell’attuale polo per il trasporto ferroviario delle merci, attualmente ubicato nei comuni di Marcianise e Maddaloni.
La richiesta è stata reiterata in questi giorni al comune di Acerra dal professor Salvatore Antonio De Biasio, presidente di ISE spa. De Biasio ha anche tirato in ballo la neonata Città Metropolitana, che dovrebbe entrare nella conferenza dei servizi da istituire presso la municipalità di Acerra. L’area da espropriare, e per la quale è stata richiesta la variazione urbanistica da indirizzo agricolo a produttivo, è stata individuata in località Calabricito e Frassitelli, due zone agricole e archeologiche estremamente fertili e dove esistono numerosi reperti antichi. Al momento l’iter della procedura si avvale anche di una nota indirizzata all’ex sindaco di Acerra, Espedito Marletta, di Rifondazione Comunista, una nota risalente al 2008 e inviata per conoscenza al ministero delle Infrastrutture, a firma proprio del presidente De Biasio.
Una nota attraverso cui il presidente dell’Interporto chiede “il consenso dell’amministrazione comunale di Acerra all’insediamento sul proprio territorio delle opere, strutture ed impianti intermodali proposte dall’I.S.E. S.p.A. per l’ampliamento dell’interporto di Maddaloni-Marcianise e lo sviluppo della piattaforma intermodale Acerra-Maddaloni-Marcianise”. In quella stessa nota si chiede inoltre “l’impegno del comune di Acerra al fine della definizione e dell’esecuzione delle opere, delle strutture e degli impianti e di compiere ogni e qualsiasi atto rientrante nella sua competenza per la conclusione di un accordo di programma relativo alle necessarie variazioni degli strumenti urbanistici e del piano urbanistico attuativo dell’area interessata dall’ampliamento”.
E a quel punto Marletta, con nota firmata del 29 febbraio dello stesso anno (numero di protocollo 8550), nota indirizzata al presidente dell’Interporto Sud Europa, e, per conoscenza, al ministero delle Infrastrutture, esprime ” il consenso e il formale impegno del comune di Acerra ad assumere ogni e qualsiasi atto rientrante nella sua competenza per la conclusione di un accordo di programma finalizzato alle necessarie variazioni degli strumenti urbanistici e del piano urbanistico attuativo dell’area di questo territorio interessata dall’ampliamento”. Dunque, è vero: il comune ha già espresso il suo parere positivo attraverso il suo terzultimo sindaco. Non è finita: il progetto è già pronto.
Esiste infatti un documento del 13 marzo 2008, avente per oggetto la legge obiettivo “Hub interportuale di Marcianise Maddaloni”, con cui è stato trasmesso l’intero piano dettagliato al ministero dei Trasporti, al ministero delle Infrastrutture, al comune di Acerra e alla Regione Campania. Obiettivo: approvarlo per ottenere dal Cipe l’assegnazione di risorse finanziarie. Poi però non se n’è fatto più niente. Questo perchè il sindaco succeduto a Marletta, Tommaso Esposito, del Pd, si è opposto strenuamente. L’allargamento è stato visto dall’ex primo cittadino democratico più come una sorta di disastro ambientale che altro.
Ora però l’Interporto Sud Europa torna alla carica tirando in ballo non solo il comune di Acerra ma anche la Citta Metropolitana, attraverso la convocazione della conferenza dei servizi. Una mossa, questa, che potrebbe sortire gli effetti sperati dai patron del quinto interporto italiano.

