Giunge dalla regione Veneto un’importante sostegno per tutte le famiglie che devono preoccuparsi delle cure mediche di un diversamente abile.
In Veneto, il consiglio regionale, ha da poco riformato la prassi di erogazione dei contributi per le cure domiciliari per persone non autosufficienti. Infatti, a partire dal 2013, quello che prima era identificato come assegno di cura, è stato rimpiazzato dall’ICD, istituita con la DGR 1338 del 30 luglio 2013.
Sempre dal 2014, l’ICD ha variato anche le modalità di erogazione dei contributi per la vita indipendente e per l’aiuto e l’autonomia personale per tutti quelli che hanno una disabilità.
Per coloro che non ne sono a conoscenza, L’ICD, ovvero impegnativa di cura domiciliare, è un contributo che l’istituzione eroga per l’assistenza delle persone non autosufficienti al proprio domicilio. In sostanza, tale sostegno serve ad acquistare direttamente prestazioni di supporto e assistenza nella vita quotidiana, ad integrazione delle attività di assistenza domiciliare dell’ULSS.
Questa nuova procedura ha ufficialmente predefinito gli importi dei contributi e le modalità di assegnazione basate su graduatorie per gravità di bisogno assistenziale e situazione economica rilevata con l’ISEE. Sarà poi, la stessa ULSS, ad impegnarsi nel pagamento con frequenza mensile o trimestrale. La modulistica necessaria, va presentata, presso gli sportelli integrati, dai familiari o da chi ha la delega di occuparti del soggetto interessato alle cure.
Infine, i beneficiari dell’Assegno di Cura passano automaticamente all’ICD. L’Assegno di Cura "badanti" è convertito nell’ICDb. Per l’eventuale passaggio all’ICDm va presentata una nuova domanda.
(Fonte foto: Rete Internet)






