Lo stabilimento napoletano, dislocato a Poggioreale, produce molto poco. Ha 700 addetti quasi tutti in cig, che scadrà a luglio. Intanto stamane vertice alla Regione con l’assessore Severino Nappi. Ma a tavoli separati.
Indotto auto campano: la Fiat chiede alla Regione Campania il prolungamento di un anno della cassa integrazione, fino al 2016, per lo stabilimento Marelli di Napoli-Poggioreale. L’impianto, produttore di componenti plastici destinati ai furgoni Ducato, è finito da tempo in una grave crisi produttiva e occupazionale a causa della dismissione delle commesse provenienti dalla grande fabbrica automobilistica di Pomigliano.
I suoi 700 addetti sono finiti quasi tutti in cassa a zero ore, che scadrà il 15 luglio prossimo. Intanto stamane l’assessore regionale al Lavoro della Campania, Severino Nappi, incontrerà i sindacati per discutere la difficile situazione in cui versano i cassintegrati del reparto logistico di Nola e della Marelli di Poggioreale. L’incontro sarà a tavoli separati per espressa volontà dei sindacati firmatari del contratto dell’auto. Cosa che ha indispettito la Fiom, la quale ieri ha emanato un comunicato molto duro nei riguardi di Fim, Uilm, Fismic e Ugl, accusate di aver fatto prevalere ragioni che esulano dal reale dramma che vivono ogni giorno tutti i lavoratori Fiat del Napoletano, sistematicamente allontanati dalle produzioni.
Ma i firmatari non cedono. Ritengono che sia fondamentale firmare i contratti con la Fiat per ottenere risultati concreti in grado di migliorare le condizioni dei lavoratori. Due concezioni opposte, dunque, destinate a restare tali non si sa ancora per quanto tempo.






