Riceviamo una nota dell’Onorevole Carmela Auriemma, Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati e Coordinatrice M5S Provincia di Napoli, e pubblichiamo
«Di Terra dei Fuochi si discute da trent’anni e le relazioni non mancano. Quello che serviva era una rotta investigativa nuova – ha spiegato Auriemma –. L’abbiamo trovata spostando lo sguardo dai rifiuti che si vedono a quelli che non si vedono: la contaminazione della matrice acqua. Lo stesso nome che portiamo addosso, “Terra dei Fuochi”, ci ha abituati a un inquinamento visivo, ma il pericolo più grave è sotterraneo. Che oggi tutti parlino dello studio della Federico II lo conferma; la vera domanda è perché dati e studi commissionati dal 2019 vengano alla luce solo adesso. Inoltre, è evidente che bisogna oramai andare oltre il perimetro dei 90 comuni individuati nel perimetro della c.d. Terra dei Fuochi».
Dal documento emerge anche una geografia del crimine che è mutata. «Le rotte non vanno più solo da Nord a Sud, ma da Sud a Sud, fino alla Puglia, con ramificazioni internazionali – ha osservato la deputata –. Non possiamo più raccontarla come un’emergenza locale o nazionale: è un fenomeno internazionale e va affrontato con strumenti giuridici nuovi, all’altezza».
Un passaggio, infine, sul valore della battaglia dei territori, certificata dalla Corte di Strasburgo. «La sentenza della Cedu ha messo nero su bianco ciò che cittadini e comitati ripetono da decenni: non erano allarmisti, denunciavano un crimine, mentre le istituzioni tacevano pur sapendo fin dagli anni Novanta. Io quei comitati li ho vissuti da dentro, da firmataria del ricorso, e ho voluto che la Commissione li ascoltasse davvero». Di qui l’impegno per il futuro: «Con tutti i colleghi abbiamo lavorato senza un solo momento di conflitto tra maggioranza e opposizione. Ora quel metodo va trasformato in proposte legislative concrete: è l’unico modo perché questo lavoro diventi un beneficio reale per chi vive questa terra. Grazie ai funzionari e ai consulenti che lo hanno reso possibile».






