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Imu, il decreto diventa legge

Stop alla prima rata per l’abitazione principale, salta la deducibilità per le imprese, slitta per i Comuni il termine per deliberare il bilancio annuale di previsione 2013.

Stop alla prima rata dell’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli e alla seconda rata per gli immobili invenduti e sfitti, cedolare secca al 15%, 500 milioni per la Cig in deroga e risorse per gli esodati vittime di licenziamenti individuali, 10 miliardi per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti degli imprenditori. Queste le conferme nel testo del decreto sull’Imu, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale dopo la firma da parte del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che presenta però alcune importanti modifiche rispetto al testo varato da Palazzo Chigi: stop al ripristino parziale dell’Irpef sulle seconde case sfitte e conseguentemente, per mancanza di coperture, alla deducibilità dell’Imu al 50% per le imprese ai fini Ires e Irpef.

Niente deduzione Imu dal reddito di impresa pagata sui capannoni industriali e gli immobili strettamente connessi all’attività. Stop anche alla seconda rata per l’inveduto delle imprese di costruzione. Non è dovuta, stando al testo, l’imposta relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Nel testo pubblicato si prevede anche l’abbassamento del tetto per la detraibilità delle polizze vita a copertura delle norme sugli esodati.

Slitta poi per gli Enti locali al 30 novembre il termine per deliberare il bilancio annuale di previsione 2013, mentre è previsto un anticipo di liquidità ai Comuni a compensazione del mancato gettito Imu; al fine di assicurare ai comuni delle Regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e Sardegna il ristoro del minor gettito dell’Imu è attribuito ai medesimi comuni un contributo di 2.327.340.486,20 euro per l’anno 2013 e di 75.706.718,47 euro a decorrere dall’anno 2014.

Riguardo alla Tares, l’imposta comunale sui rifiuti e sui servizi (che dal 2014 assorbirà anche la componente immobiliare), i comuni dovranno rispettare il principio «chi inquina paga» sancito dalla direttiva europea sui rifiuti. Quindi terranno conto di alcuni criteri: commisurazione della tariffa sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonchè al costo del servizio sui rifiuti; determinazione delle tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti; introduzione di ulteriori riduzioni ed esenzioni.

Tra le novità emerse anche quella che riguarda il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, al quale non sarà richiesta la condizione della dimora abituale e della residenza anagrafica ai fini dell’applicazione dell’Imu sulla prima casa. Spunta anche la clausola di salvaguardia nell’articolo sulle coperture del decreto, che comprende l’emissione di titoli di Stato fino a 8 miliardi per il 2013 e una sanatoria per i concessionari delle new slot sule maxi-penali per il mancato collegamento delle macchine nel periodo tra settembre 2004 e gennaio 2007. La clausola di salvaguardia prevede l’aumento delle accise e degli acconti Ires e Irap, nel caso in cui, da un monitoraggio, le risorse reali a copertura del decreto non risultassero sufficienti.
(fonte foto: rete internet)

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