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Il Giudice di Pace via da Ercolano e Portici

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Dopo l’accorpamento del tribunale, spetta ai comuni mantenere il presidio. La città della reggia offre la struttura, mentre quella degli scavi è in cerca di 100 mila euro per le spese.

Avvocati di Portici ed Ercolano sul piede di guerra. Dopo l’accorpamento del tribunale, ora, dopo sessant’anni, a rischio anche il giudice di pace. Portavoce della vicenda, nelle doppie vesti di avvocato e consigliere comunale ercolanese, è Ciro Buonajuto: «Rischiamo di perdere un presidio di legalità». Una possibile soluzione esiste: i comuni devono farsi carico di tutte le spese. Il sindaco di Portici ha fatto sapere che metterà a disposizione la struttura attuale (che è appunto di proprietà del Comune), mentre ad Ercolano dovrebbe stanziare cento mila euro per le altre spese, o la forza lavoro.

Il problema è che Ercolano quei 100 mila euro non li ha (si cerca la stessa cifra anche per il Mav) e nessun dipendente comunale ha voglia di traslocare a Portici. «C’è grande interesse anche da parte del sindaco Vincenzo Strazzullo di conservare questo presidio – ha spiegato Buonajuto – Le difficoltà economiche non devono tagliare i servizi essenziali. Mi auguro che in sede di bilancio tutte le forze politiche trovino una soluzione. Se non fosse così i cittadini ercolanesi per avere giustizia sarebbero costretti ad andare a Napoli. Il primo cittadino e il Pd stanno cercando una soluzione economica, forse con l’Imu della seconda e terza casa».
(Fonte foto: Rete Internet)