La Uiltucs chiede ai suoi iscritti il blocco dello straordinario. C’è il timore dei licenziamenti: si parla di una cessione a terzi di attività nevralgiche. Il sindacato teme per trenta posti di lavoro sui 380 addetti complessivi.
Stato di agitazione proclamato dalla Uiltucs all’Ikea di Afragola, il grande e notissimo negozio dei mobili a basso costo da montare col fai da te. Intanto nella filiale napoletana del gigante svedese scatta il blocco delle prestazioni in straordinario.
"Siamo preoccupati per la situazione occupazionale ma l’azienda non c’informa", spiega Emanuele Montemurro, sindacalista della segreteria regionale Uiltucs. E il blocco dello straordinario proclamato dalla Uiltucs potrebbe avere come prima conseguenza l’aumento delle code alle casse sia oggi che domani, vale a dire nel periodo di maggiore afflusso della clientela. “Il rischio di restare in fila troppo tempo prima di pagare il prodotto prescelto – conferma la segreteria Uiltucs – è reale visto che alle casse si effettua molto dello straordinario di Ikea e visto che i nostri iscritti sono i più numerosi nell’ambito degli organici”.
Le preoccupazioni di Montemurro fanno riferimento a una cessione a terzi di attività della filiale afragolese, cessione che non si è ancora completata ma che potrebbe coinvolgere circa 30 addetti, tutti iscritti alla Uiltucs, l’organizzazione di categoria della Uil che si occupa del settore del commercio e dei servizi. 30 addetti, dunque, che ora temono il licenziamento. Timori che però non si safino a che punto siano giustificati. L’ Ikea di Afragola conta 380 dipendenti. Di questi 160 sono iscritti alla Uiltucs e un centinaio complessivamente alla Filcams-Cgil e alla Fisacast-Cisl. Il sindacato però è diviso. Filcams e Fisascat non hanno ritenuto di dover seguire la Uiltucs sulla strada dell’avvio dello stato di agitazione.
Il che in qualche modo pone l’organizzazione di categoria della Uil in una condizione di isolamento. “Non voglio commentare le scelte degli altri sindacati – replica però Montemurro – so soltanto che quello che stiamo facendo è scaturito da una situazione non certo piacevole”. La cessione a terzi delle attività di lavaggio delle stoviglie (pentole e bicchieri Ikea vanno a ruba soprattutto per il loro splendido design, design arcinoto anche per tutti gli altri prodotti della casa scandinava) non è stata resa nota dall’azienda. “Ma noi sappiamo con certezza che Ikea Afragola ha anche aperto l’offerta di acquisizione del lavaggio”, contesta il sindacalista. Azienda che in ogni caso non ha fatto intendere a nessun sindacato ipotesi relative ai paventati tagli occupazionali.
“Dobbiamo sapere la verità – aggiunge Montemurro – e per farlo dobbiamo ricorrere ai mezzi che la norma ci mette a disposizione”. Nella vicenda è intervenuta la Provincia di Napoli. L’ufficio vertenze collettive di piazza Matteotti ha infatti convocato sindacato, lavoratori e azienda a un confronto che si terrà mercoledi 18 giugno. Il settore del commercio, soprattutto nell’area napoletana, sta subendo in modo pesante la crisi dei consumi.
A ogni modo stanno tenendo botta sia i giganti Ikea che Leroy Merlin (bricolage), le cui sedi napoletane si trovano una accanto all’altra, nell’area di insediamento produttivo di località Cantariello, territorio di Afragola, a due passi dagli svincoli autostradali e dalla Tangenziale. Martedì, quindi, il confronto per capire cosa stia succedendo nelle attività partenopee del colosso svedese.

