Ultima sera a Napoli per “Il viaggio, i padri e l”appartenenza”, spettacolo on the road sulle note di Renato Carosone, Enzo Jannacci, Sergio Endrigo, Domenico Modugno. Un itinerario umano e artistico.
Sul palco della Galleria Toledo regna il buio, nel nero del fondo, delle poltroncine, delle assi, unica luce alla consolle, che si trasforma quasi in una postazione da dj da cui provengono voci sovrapposte, commenti e critiche all’opera e alle scelte non convenzionali del cantautore e attore calabrese. Sul palco, in una luce fioca, solo con chitarra e fisarmonica è Peppe Voltarelli. Lo spettacolo è un racconto vivissimo di musica e ricordi, viaggi reali e immaginari, una forma di ribellione alle tradizioni imposte e la ricerca delle origini attraverso un viaggio che riscopre le tradizioni originarie.
Il viaggio è un itinerario tra i ricordi e i miti dell’artista, un omaggio ai padri del folk, ospite a Napoli, durante lo spettacolo, Voltarelli ricorda il gruppo folk nato a Pomigliano D’Arco.
È il Folk la radice dello spettacolo, da qui la ricerca dell’artista che racconta le sue origini di musicista rock della provincia calabrese e la nascita di un esigenza nuova, il confronto con le musiche popolari.
Il concerto abbraccia più mondi, dall’«Onda calabra», fino all’«Ultima notte a Mala Strana», il suo lavoro più recente con cui l’artista ha vinto il premio Tenco 2010 nella categoria dischi in dialetto. Un’ora e mezza in cui le canzoni sono intervallate da monologhi, racconti, ricordi personali legati alla terra di origine, alle voci, ai suoni e agli odori dell’infanzia. Ironia, provocazioni, la capacità di coinvolgere il pubblico, di farlo cantare, pensare, ricordare.
A Napoli fino a questa sera (ore 18.00) la prima tappa del Tour che proseguirà a Firenze (Sala Vanni dal 9 dicembre), a Milano (Spazio Teatro dal 16 dicembre), a Roma (Teatro dell’Angelo dal 19) a Bari (Teatro Kismet dal 27), Bologna (Bravo Caffè dal 19 gennaio), Lanciano (Teatro Fenaroli dal 26 gennaio) e Torino (3 marzo al Folk Club).





