Il problema dei rifiuti non riguarda solo Napoli, ma a Roma, nel Governo, vincono gli egoismi di parte, pericolosi e separatisti. Di Don Aniello Tortora
Dopo le recenti elezioni amministrative e non avendo ancora assaporato il “sogno De Magistris”, la città di Napoli è ancora una volta caduta nel baratro, sommersa da tonnellate di rifiuti.
Il problema è ritornato prepotentemente a galla. Si ha quasi l’impressione che la nuova Amministrazione sia stata lasciata sola nella soluzione dell’atavica emergenza. La stessa Unione Europea ha ammonito l’Italia sulla questione rifiuti a Napoli: se non ci sarà un intervento rapido e risolutivo l’Italia potrebbe essere multata. Secondo il commissario europeo, "i miglioramenti reali si devono ancora vedere e vanno confermati da parte dei cittadini. L’assenza di questi miglioramenti lascia alla Commissione poca scelta, se non quella di proseguire attivamente con la procedura d’infrazione".
Il commissario ha concluso lanciando di nuovo un appello alle autorità italiane "a tutti i livelli" perchè prendano in mano la questione, in "modo che il denaro dei contribuenti serva a migliorare la situazione sul terreno piuttosto che a pagare le multe". I problemi intanto a Napoli si acuiscono sempre di più, nonostante gli sforzi della nuova Amministrazione. "Napoli arriverà al 70% di raccolta differenziata entro la fine dell’anno. Ce la facciamo sicuro, non forse". È la promessa del sindaco di Napoli Luigi de Magistris.
"Napoli è mobilitata per raggiungere il "porta a porta" in tutta la città – ha aggiunto De Magistris -. Dal primo settembre partiamo da otto quartieri, già ci sono le isole ecologiche, da luglio ci sarà una grande campagna di informazione". Le isole ecologiche, come ha spiegato il vicesindaco Tommaso Sodano, "serviranno ai cittadini nell’attesa che tutti in tutti i quartieri venga avviata la raccolta porta a porta".
Anche la Chiesa italiana, attraverso l’Agenzia Sir è intervenuta con durezza, ma anche con estrema chiarezza sulla questione.
"È tempo di soluzioni, al di là delle promesse, degli slogan, delle campagne elettorali" che "sono finite, anche se in realtà siamo sempre in campagna elettorale, un modo per scansare le responsabilità". Così ha affermato, a proposito della emergenza rifiuti a Napoli, la nota settimanale del Sir. "La vicenda dell’immondizia – rileva l’agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei – diventa una spia, un campanello d’allarme". Per il Sir, "è necessario riannodare i fili, con traguardi che vadano al di là dei pochi mesi" e "attivare la solidarietà dell’Italia settentrionale, che per decenni ha utilizzato non poche regioni meridionali per lo smaltimento dei rifiuti".
"Attenzione, dunque – è la conclusione -: i responsabili politici e amministrativi, di destra come di sinistra, sono tutti indistintamente avvertiti. Non ci sarà prova d’appello, per nessuno. Si chiedano, si impongano pure dei sacrifici a tutti. Ma se ne renda conto, secondo un preciso cronoprogramma. E i responsabili del fallimento paghino, pubblicamente. Senza scuse, senza alibi e senza troppe chiacchiere".
Finalmente una parola chiara e profetica. La Lega continua a fare campagna elettorale e a chiudersi alla solidarietà. Il problema dei rifiuti non riguarda solo Napoli, ma l’intero Paese. Né si deve sottacere il fatto che se la Campania è diventata la “pattumiera dell’Italia” la causa principale è da addurre al fatto che tante imprese del Nord, con la connivenza camorristico-politica locale hanno sversato per anni rifiuti speciali nel nostro territorio, con tutte le conseguenze di inquinamento ambientale che sono sotto gli occhi di tutti.
Intanto siamo in attesa del “famoso” decreto da parte del governo centrale. Mi sorge il dubbio che se avesse vinto il candidato del centrodestra Lettieri, forse il decreto sarebbe stato firmato il giorno dopo la proclamazione del vincitore.
Alla faccia del bene comune.
PS
Mentre questo articolo viene pubblicato, giunge notizia che il “famoso decreto” è stato approvato, con il voto contrario della Lega. In Campania, i rappresentanti istituzionali di Regione Campania e Comune di Napoli sono unanimi a considerarlo vano e inutile. Caldoro (del centro-destra) dice: “È insufficiente”; De Magistris (del centro-sinistra) dichiara: “Decreto deludente e pilatesco”.





