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I fondi della discordia

Il Pd regionale attacca la Giunta Caldoro sullo scarso impiego dei finanziamenti Ue. Una polemica inutile, forse autolesionista. Il governo spinge per l’impiego entro dicembre

Fa un certo effetto ascoltare esponenti del Pd campano attaccare la Giunta Caldoro per lo scarso impiego dei fondi europei 2007-2013. Effetto strano e melanconico, ancorché doloroso per i risultati sul tessuto economico e sociale della Campania.

Due giorni fa l’europarlamentare Andrea Cozzolino e il segretario regionale Pd Enzo Amendola hanno commentato pubblicamente i ritardi certificati dalla Ragioneria generale dello Stato sull’utilizzo dei finanziamenti europei. I numeri sono numeri , c’è poco da girare intorno, ma l’attacco sferrato inopinatamente alla Giunta in carica avrebbe richiesto prudenza. Sono anni che la Campania non riesce a spendere i fondi di Bruxelles. Caldoro e i suoi assessori hanno accumulato ritardi, ma sono lì da due anni. Non vanno assolti; vanno criticati per le lentezze aggiuntive che hanno sovrapposto a quelle delle giunte di centrosinistra. Lentezze aggiuntive perché i fondi di cui si mena scandalo riguardano gli anni 2007-2013.

Tradotti in responsabilità politica significano quattro anni passati al centrosinistra e due, dei tre, al centrodestra. Prudenza, dunque. La Ragioneria dello Stato ha accertato che la Campania sinora ha speso poco più del 14 % del totale dei soldi disponibili.14 miliardi di euro rischiano di essere dirottati altrove, lontani dal Mezzogiorno. Dietro le cifre ci sono ricorsi, deroghe, bandi incompiuti, inefficienza e scelte contestate. La riprova di tanta approssimazione sta nella riposta fornita dal capogruppo Pdl alla Regione, Gennaro Salvatore. Ha ricordato che la giunta Bassolino ha concluso la sua esperienza di governo con appena il 3% dei pagamenti. Una piccolissima cosa che avrebbe dovuto stimolare una collaborazione tra i governanti di prima e quelli di adesso.

Invece, i drammi sociali, le attese dei territori, le opportunità di sviluppo sono avidamente sacrificati nel rituale di una insensata polemica. A Bruxelles sanno del male che affligge la classe politica meridionale. Periodicamente partono sanzioni, avvertimenti, procedure di infrazione che denunciano una manifesta incapacità ad agire. Di che parliamo? Di infrastrutture, ricerca, energia, turismo, formazione professionale, dei capitoli degli Assi strategici di coesione che avrebbero cambiato faccia al Mezzogiorno. Al contrario la Sicilia è stata commissariata; la Calabria è in uno stato comatoso; Puglia e Basilicata stanno recuperando.

Il Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca continua dice ai governatori di far avanzare in fretta i progetti finanziati. Diversamente da Tremonti che minacciava, ma poi non ha mai colpito. Barca ha detto che entro fine anno bisognerà dare conto seriamente degli impieghi. Passate da un quarto della spesa ad un terzo, gli ha detto, indicando il 31 ottobre come tappa intermedia per una verifica. Una strategia che non comprende polemiche, né inutili autolesionismi.
(Fonte foto: Rete Internet)

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