Dramma infinito per gli ex operai dello stabilimento automobilistico estromessi nel 2009. Soldi della mobilità bloccati e in scadenza a dicembre. I sindacati chiedono l’aiuto della Regione.
Ex precari Fiat: si riapre la vertenza. Il dramma dei giovani e meno giovani ex operai dello stabilimento automobilistico di Pomigliano torna di nuovo a tenere banco grazie a una lettera inviata alla Regione Campania dai sindacati firmatari dell’accordo Panda, Fim, Uilm e Fismic.
Un messaggio scritto per far scattare l’allarme sul rischio che gli ex addetti estromessi per scadenza di contratto dalla fabbrica della Panda possano al termine di quest’anno perdere anche gli ammortizzatori sociali. La richiesta d’incontro per la vertenza degli ex precari Fiat è stata inviata al presidente ed ai componenti della terza commissione consiliare della Regione. Le segreterie territoriali di Fim, Uilm e Fismic chiedono “un incontro volto a rilevare i fabbisogni professionali delle aziende che operano nel nostro territorio allo scopo di orientare la prossima opportunità formativa regionale per migliorare le competenze e renderle allineate alle richieste del mercato del lavoro”.
La lettera è stata mandata il 13 novembre scorso. Finora non c’è stata nessuna risposta. Sono 82 gli ex lavoratori con contratto di apprendistato o a termine ad aver dovuto lasciare la Fiat di Pomigliano, ormai nel lontano 2009. Per questi trentenni (è la media della loro età) era stato sottoscritto un accordo di bacino con la Fiat finalizzato al loro reinserimento graduale nelle attività legate alla produzione automobilistica. Nel frattempo l’assessore regionale alla formazione e lavoro, Severino Nappi, era riuscito a inserire questa manodopera in un programma di ammortizzatori sociali che prevedeva anche per questi lavoratori la cassa in deroga e, successivamente, la mobilità in deroga. Ma il salario della mobilità è stato bloccato. Gli ex precari Fiat non lo percepiscono da tre mesi.
Si tratta di una situazione che sta coinvolgendo non soltanto loro ma anche tantissimi altri lavoratori campani, sono decine di migliaia. “A distanza di quattro anni questi ragazzi sono allo stremo delle forze – commenta Giuseppe Raso, della segreteria provinciale Fismic – solo l’impegno fattivo delle istituzioni può imprimere un’inversione di tendenza che altrimenti sfocerebbe in un ennesimo dramma occupazionale e sociale”. Per gli 82 ex precari la mobilità in deroga scadrà a fine anno. Una possibilità di uscita da questa situazione è rappresentata dal reinserimento in un percorso formativo che avrebbe come obiettivo la loro ricollocazione.
“Non è possibile – aggiunge polemicamente Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – che questi giovani che per anni hanno dato tanto alle produzioni industriali più importanti della Campania finiscano nel dimenticatoio. La politica deve assolutamente dare risposte concrete a un dramma ormai in corso e che sta coinvolgendo lavoratori che erano a un passo dall’assunzione definitiva. Basti pensare che sia gli apprendisti che i contrattisti a termine hanno sempre ottenuto l’inserimento stabile negli organici. Solo in quest’ultimo caso però non è stato possibile l’ingresso, dopo anni di lavoro: non rendiamo inutili questi sacrifici”.
(Fonte foto: Rete Internet)

