Una decisione più formale che sostanziale. Il giudice del lavoro di Nola sostiene che il ricorso dei metalmeccanici della Cgil è inammissibile perchè si era già espresso il tribunale di Torino, che ha riconosciuto l’attività sindacale in fabbrica.
Il giudice del lavoro del tribunale di Nola, Daniela Ammendola, ha respinto il ricorso della Fiom contro il mancato riconoscimento da parte della Fiat delle agibilità sindacali nello stabilimento automobilistico di Pomigliano.
Nel decreto del magistrato si legge che il ricorso dei metalmeccanici della Cgil è inammissibile perché era stato già “ il tribunale di Torino, con la sentenza del giudice Vincenzo Ciocchetti, del 16 luglio del 2011, a ordinare a Fabbrica Italia Pomigliano di riconoscere alla Fiom l’attività sindacale così come stabilito dallo Statuto dei lavoratori, cioè dalla legge 300 del 1970”. Contro quest’aspetto della sentenza, che ha sancito la legittimità dell’accordo di Pomigliano, il cosiddetto accordo “Panda”, la Fiat ha depositato, due settimane fa, il ricorso presso la corte d’Appello del tribunale piemontese. Tornando al decreto di ieri c’è da sottolineare che il giudice di Nola ha inoltre dichiarato inapplicabile il trasferimento della condotta antisindacale dall’azienda Fabbrica Italia Pomigliano a Fiat-Fga, vale a dire all’impresa che dal primo marzo ha rilevato organici, mezzi e merci dalla newco, messa in soffitta dal Lingotto dopo tre anni di attività.
Intanto è la seconda volta quasi consecutiva, nello spazio di pochi giorni, che la Fiom si vede respinti alcuni dei suoi ricorsi più importanti nella lunga battaglia legale che la vede contrapposta all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Appena lunedi è stato infatti il tribunale di Roma a respingere il ricorso della Fiom contro il ritorno in cassa integrazione dei suoi iscritti di Pomigliano, assunti nella Fip il 28 novembre scorso. Per il tribunale capitolino questo rientro in cig non ha fatto configurare un comportamento discriminatorio da parte della Fiat. Intanto il Lingotto commenta così il decreto della magistratura di Nola:
“Il tribunale di Nola ha respinto il ricorso della Fiom sulle agibilità in fabbrica, e questo è un fatto. Per quanto riguarda la sentenza di Torino si tratta di una dichiarazione più formale che sostanziale, una sorta di cartellino giallo che non obbliga. Del resto se ci fosse stata l’inottemperanza la Fiat non avrebbe vinto molte cause sul riconoscimento alla Fiom delle agibilità sindacali nei suoi vari stabilimenti italiani”. Agibilità che in base all’accordo di Pomigliano e al conseguente contratto nazionale dell’auto non sono riconosciute ai sindacati non firmatari. Di parere opposto è il legale della Fiom, l’avvocato Lello Ferrara:
“la Fiat non ha vinto questa causa. Anche se dissentiamo, il giudice Ammendola ha praticamente detto che il ricorso era da presentare al giudice delle esecuzioni. Inoltre l’azienda continua a sostenere cose non vere perché nel decreto di ieri il giudice ha scritto che la Fiom, sulla base dell’ordine del tribunale di Torino, ha diritto a espletare l’attività sindacale in fabbrica”.

