Oggi ancora un colpo di teatro dei Cobas dei comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat. Nel giorno dello sciopero generale della Fiom si sono presentati davanti allo stabilimento della Panda in una gigantesca Hummer americana. LE FOTO
Quattro mesi fa sono stati buttati fuori della fabbrica per aver protestato contro i suicidi degli operai esibendo un manichino di Marchionne appeso al patibolo. Intanto continuano a escogitarle proprio tutte gli operai del comitato di lotta Fiat di Pomigliano, operai licenziati dall’azienda nel giugno scorso. Stavolta i cinque “ribelli” estromessi dagli organici, questa mattina, hanno piazzato una Hummer limousine davanti alla Fiat di Pomigliano. Hanno tappezzato la super macchina americana di manifesti, tutti contro il Jobs act e la politiche dell’azienda automobilistica multinazionale.
Uno di questi manifesti raffigura un fotomontaggio con Renzi e Marchionne, in tuta da operaio e attrezzi in pugno, mentre montano una macchina nella fabbrica. “Con l’Hummer di questi ricconi – ha spiegato dal megafono MImmo Mignano, leader Cobas e operaio Fiat licenziato – andremo al corteo della Fiom: Marchionne e Renzi devono andare in fabbrica a lavorare, sulla catena di montaggio, a 700 euro al mese, cioè con il salario delle migliaia di cassintegrati di Pomigliano e dell’indotto”.
I manifestanti indossavano una maglietta con le scritte, rosse in campo nero, “Marchionne e Renzi sulle catene di montaggio” e “Gli operai in paradiso”. Poco dopo l’Hummer limousine, con i cinque licenziati a bordo, si è diretta verso Napoli per raggiungere il corteo della Fiom in partenza stamane da piazza Mancini, nella giornata di sciopero generale dei metalmeccanici della Cgil del centro sud proclamata proprio contro il Jobs act. . Quando i militanti del comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat sono giunti nel capoluogo partenopeo i sorrisi ironici dei manifestanti già presenti sul posto si sono sprecati.

