“Rispettare gli impegni, la democrazia e la dignità del lavoro”, il monito alla Fiat di monsignor Beniamino Depalma, durante l’omelia della festa patronale di Pomigliano, pronunciata nella chiesa madre di San Felice in Pincis.
Mentre nella vertenza Fiat si intrecciano sempre di più le problematiche legate alle politiche sindacali e all’occupazione, il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, in occasione della festa del santo patrono di Pomigliano, san Felice, tenuta ieri, ha rivolto dal pulpito della chiesa madre della città un appello all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne.
“Mantenga gli impegni assunti nei riguardi dei lavoratori e dell’intera città di Pomigliano – le parole del prelato pronunciate davanti a centinaia di fedeli – i lavoratori della Fiat possono avere visioni e impostazioni diverse, come è comprensibile in una cultura democratica diffusa, ma non sono contro la fabbrica”. Il riferimento è alla procedura di licenziamento per 19 operai della newco e alla situazione in cui versano sia i 1390 cassintegrati dello stabilimento automobilistico di Pomigliano che gli altri 1040 dell’indotto ex Ergom e Wcl. Per tutti la cassa integrazione scadrà il 13 luglio. “Il lavoro – ha aggiunto il vescovo – è un’esperienza che dona dignità, non il profitto che ne può derivare: questi lavoratori hanno imparato l’alfabeto dei diritti ma anche il linguaggio dei doveri”.
“San Felice – la preghiera di Depalma – accompagni con la sua intercessione tutto il mondo del lavoro, che vive ore di agonia, di paura, qualche vota di incubo. Troppo nero e oscuro ci appare il futuro. Nei prossimi giorni si dovranno prendere decisioni delicate per lo stabilimento Fiat. Il Santo Patrono ottenga da Dio saggezza e sapienza per quanti sono chiamati a decidere, perché le scelte siano giuste, responsabili, umane”.
(Fonte foto: Rete Internet)

