Ennesimo arrivo nella fabbrica della Panda dei vertici della casa americana. Si moltiplicano le voci di produzioni aggiuntive. Ma la Fiat continua a smentire.
Il direttore dello stabilimento Chrysler di Detroit, dove si producono Jeep e Dodge, due capi unità dell’impianto americano e un responsabile sindacale dello Uaw, lo United Auto Workers, il sindacato statunitense che attraverso il fondo pensionistico e mutualistico Veba detiene il 41 per cento delle azioni Chrysler.
Sono gli ospiti di eccezione che domattina visiteranno la Fiat di Pomigliano. Visita che avrà inizio alle 9,30. Intanto c’è chi spera che questo continuo andirivieni di tecnici e responsabili della casa americana, controllata dal gruppo torinese, possa costituire il preludio a nuove missioni produttive. Due settimane fa a Pomigliano sono stati a lungo alcuni esperti del marchio di Detroit. Ma la Fiat smorza ancora una volta i facili entusiasmi. “Anche domani gli americani visiteranno l’impianto più tecnologico della Fiat: tutto qui ”, spiegano da Torino. Il cosiddetto workshop di Pomigliano sembra non avere fine. Il seminario tecnologico offerto nell’impianto più all’avanguardia del gruppo europeo sta durando da molto tempo. Mesi e mesi.
Cosa che alimenta ipotesi a valanga. La voce insistente di questo periodo punta sulla produzione da queste parti di componenti per le vetture Chrysler. Nel frattempo proprio di recente l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha dichiarato che con la “Mazda si sta facendo un ragionamento che va oltre il nuovo spider”. Altre parole che hanno moltiplicato le speranze di sviluppo visto che a settembre dello scorso anno sembrava che il Lingotto e la casa nipponica fossero a un passo dall’accordo per la realizzazione a Pomigliano di una vettura che si sarebbe aggiunta alla produzione Panda. Così non è stato però. Era stato Giuseppe Terracciano, segretario della Fim di Napoli, a ipotizzare l’arrivo di nuovi investimenti, precisando però che soltanto “condizioni di agibilità politica e sindacale li avrebbero consentiti”.
“Bisogna essere cauti in questa fase difficile – frena Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – le prossime mosse industriali saranno svelate dalla Fiat a tempo debito. Per adesso si tratta di attendere”. I sindacati firmatari puntano sull’indotto Marelli. “Com’è già accaduto alla Fiat di Pomigliano anche per l’indotto Marelli – assicura Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm – non ci saranno licenziamenti ma ricollocazioni”. Parole che lasciano intravedere produzioni aggiuntive almeno nelle fabbriche satelliti, Marelli di Poggioreale in testa. A questo proposito i sindacati hanno sollecitato un nuovo incontro alla Regione, con la Fiat.

