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Fiat, ieri primo giorno in fabbrica per tre operai Fiom, dopo anni di cig

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Sembra che la Fiat stia facendo di tutto per convincere la magistratura che i metalmeccanici Cgil non sono discriminati. Ieri alle visite mediche per il rientro dalla cassa integrazione c’erano tre iscritti Fiom, tra loro la “pasionaria” Carmen Abbazia.

 Procede senza interruzioni il programma di rientro, per il periodo aprile-luglio, di 650 dei 1390 cassintegrati a zero ore della Fiat di Pomigliano.

Ieri hanno passato le visite mediche 30 dei 76 lavoratori in cig finora richiamati. Tra loro c’erano anche tre operai iscritti alla Fiom, il sindacato che ha denunciato Marchionne per discriminazione e che così facendo potrebbe trascinare l’amministratore delegato del Lingotto sul banco degli imputati. La procura di Nola, che ha appena spedito l’avviso di conclusione delle indagini, potrebbe chiedere e ottenere di qui a poco il processo penale. L’altro avvisato è Sebastiano Garofalo, ex direttore dello stabilimento partenopeo all’epoca dei fatti contestati, poi trasferito all’impianto di Melfi, il 9 gennaio scorso.

L’accusa punta sul fatto che la Fiat ha tenuto lontano dalla fabbrica gli operai iscritti al sindacato di Landini, costringendoli a un periodo troppo lungo di cassa integrazione o, comunque, facendoli stare a casa in qualche modo, com’è accaduto per 19 attivisti del sindacato, prima richiamati e poi ricacciati dall’impianto, il 4 febbraio scorso. Intanto il Lingotto, anche se non lo vuole ammettere, pare proprio che stia tentando di correre ai ripari. Ieri mattina hanno rivisto per la prima volta l’impianto, dopo tre anni consecutivi di cassa integrazione, alcuni metalmeccanici della Cgil. Tra loro c’era Carmen Abbazia, 40 anni, divorziata, madre di tre figli e già nonna. Carmen ha passato le visite mediche come tutti gli altri.

A breve l’azienda le comunicherà l’inizio del corso di formazione propedeutico al reinserimento al lavoro. Corso di formazione che ieri è già iniziato per una quarantina di lavoratori che avevano passato le visite la settimana scorsa. Quasi tutti sono destinati al collaudo delle vetture, reparto C. Ben distanti dal cuore delle produzioni Panda, il reparto A, dove da un anno e mezzo lavorano 2150 dei 4515 addetti delle produzioni auto di Pomigliano.

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