Torneranno a tempo pieno nei luoghi di produzione i 19 operai tenuti fuori da anni. E ora Landini, assertore del no alla sottoscrizione del contratto aziendale, lancia l’appello ai sindacati. Fim, Uilm e Fismic: “Dovrà prima firmare”.
Dopo quattro anni di lotte nelle piazze e nei tribunali, scaturite dal no alla firma dell’accordo Panda prima e del contratto specifico dell’auto poi, la Fiom fa pace con la Fiat e sottoscrive insieme al Lingotto un accordo in qualche modo storico. Si tratta di un accordo sindacale nazionale, che sarà recepito in un verbale di conciliazione giudiziario e che prevede il rientro a tempo pieno nei settori produttivi della fabbrica di Pomigliano dei 19 operai iscritti alla Fiom, tute blu finora estromesse dalla catena di montaggio dell’impianto partenopeo e dal completo utilizzo lavorativo.
Di questi 19 operai 8 sono delegati, le cosiddette “rsa”, le rappresentanze sindacali aziendali. Rientreranno al lavoro dicendo addio a lunghi periodi di cassa integrazione tra la fine di questo mese e gli inizi di settembre. Intanto Maurizio Landini approfitta di questo momento per lanciare un messaggio di pace anche alle altre organizzazioni di categoria, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che invece l’accordo di Pomigliano e il conseguente contratto dell’auto lo hanno firmato, rispettivamente il 22 giugno del 2010 e il 29 dicembre dello stesso anno.
“Per quanto ci riguarda – ha detto ieri il segretario generale della Fiom, durante la conferenza stampa indetta nella sede romana del sindacato – vogliamo aprire un nuovo capitolo nelle relazioni industriali in tutto il gruppo e superare le discriminazioni che ancora sussistono, visto che ci sono ancora tavoli separati”. Ma la risposta a distanza del segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, non lascia spazio ai dubbi circa l’immutabilità della situazione attuale nei rapporti con i metalmeccanici della Cgil.
“C’è una semplice risposta che può dare Landini – conferma Palombella – lui per stare insieme a noi, e non a tavoli separati, deve fare una semplice operazione: firmare il contratto dell’auto. Se non lo fa continuerà a rimanere indietro, come quattro anni or sono. Le sentenze giudiziarie – aggiunge il leader dei metalmeccanici Uil – hanno creato un disgelo nel contenzioso giuridico con la Fiat ma hanno invece creato una barriera insormontabile, un blocco vero e proprio tra la Fiom e le altre organizzazioni dei lavoratori metalmeccanici”. ” Rispettare le regole sulla rappresentanza sindacale, del resto ribadite dalla stessa segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, e firmare il contratto dell’auto: sono queste le risposte che deve dare Landini “, puntualizza Ferdinando Uliano, della segreteria nazionale Fim Cisl.
Dello stesso avviso è Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic. “Non potremo mai consentire alla Fiom di sedersi insieme a noi alle trattative con il Lingotto o di fare con noi le assemblee a Pomigliano. Con il nostro sacrificio – aggiunge il dirigente Fismic – consistito nel firmare un accordo, quello per la Panda, e il successivo contratto dell’auto, abbiamo salvato letteralmente intere fabbriche, altrimenti destinate a chiudere. La Fiom – conclude il dirigente di uno dei sindacati più rappresentativi nel comparto industriale napoletano – deve assumersi le stesse, difficili responsabilità che ci siamo assunte noi nel 2010”.
Anche per la Fiat non è proprio pace fatta con la Fiom. “E’ pace fatta sui contenziosi – specifica l’azienda da Torino – ma rimangono opinioni diverse sul contratto”. Intanto Nello Niglio, uno dei 19 operai di Pomigliano iscritti alla Fiom che beneficeranno dell’accordo raggiunto tra Landini e l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, non ha peli sulla lingua. “Sono tre i primi obiettivi del nostro rientro nel cuore produttivo dello stabilimento – spiega l’operaio cinquantenne – eccoli: riallacciare il dialogo con i lavoratori, indire nuove elezioni per le rappresentanze sindacali unitarie di fabbrica, le rsu, e organizzare un’assemblea unitaria per dare il via a una nuova piattaforma contrattuale legata al contratto nazionale dei lavoratori metalmeccanici”.






