Ecco i particolari dell’operazione occupazionale comunicata ai sindacati dal Lingotto.
Boccata d’ossigeno per i cassintegrati Fiat: aumenta la rotazione. Lo ha comunicato la direzione aziendale della fabbrica automobilistica produttrice della Panda ai delegati di stabilimento dei sindacati firmatari del contratto specifico di gruppo.
Si tratta di un provvedimento che stabilisce per la prima volta che un numero consistente, ma non ancora quantificato, di operai a zero ore possa rientrare nell’impianto lavorando nelle aree di produzione manifatturiera, quelle cioè dove rapporti di lavoro e nodi organizzativi sono più complessi. Ma la catena di montaggio resta preclusa ai cassintegrati, come del resto la verniciatura, i due reparti più strategici sia dal punto di vista occupazionale che sindacale. A ogni modo rimane il dato che alla Fiat di Pomigliano si è aperta una schiarita sulla cassa integrazione, una piccola boccata d‘ossigeno per tanti operai a zero ore.
L’allargamento della rotazione, per i 1400 cassintegrati di Pomigliano, anche alle aree di produzione manifatturiera era stato previsto dall’accordo di riorganizzazione di febbraio ma non era stato ancora attuato. L’area prescelta per dare il via all’ampliamento della rotazione è la “B”, lo stampaggio, in cui già lavorano da tempo circa 500 addetti. Area “B” che quindi si aggiungerà alla C, il collaudo delle vetture e la manutenzione, dove fino adesso sono stati costretti a ruotare ben 1800 lavoratori, soltanto la metà dei quali è riuscita a rientrare in attività dal mese di aprile, peraltro per periodi molto limitati, di appena qualche settimana. Ma, come anticipato, resta preclusa al rientro in attività dei cassintegrati l’area A, cioè la catena di montaggio e la verniciatura.
Una suddivisione dell’impianto in tre zone, questa, che era stata decisa a febbraio dalla Fiat e avallata da Fim, Uilm e Fismic ma che era stata duramente contestata dalla Fiom, che ha rilevato nell’operazione “l’ennesima manovra” per tenere lontani dai luoghi di produzione i suoi delegati. L’allargamento della rotazione anche all’area B dà comunque un po’di respiro in più ai lavoratori in cigs. “Così come è stato previsto dall’accordo di febbraio – conferma Raffaele Apetino, coordinatore della Fim – ciò è la dimostrazione che non sono i comunicati ma gli accordi sottoscritti dalla Fim e da tutti i sindacati firmatari a difendere il lavoro e i lavoratori a Pomigliano”. Intanto resta sullo sfondo una situazione di mercato molto difficile.
“Il mercato dell’auto – aggiunge a questo proposito Apetino – in Italia non si riprenderà se i governi regionale e nazionale non focalizzano la loro azione politica sulla riduzione delle tasse che incombono sull’automotive, tasse che spaziano dal caro carburanti, assicurazione e iva ai costi di energia, smaltimento dei rifiuti e lavoro”. Tasse e salari. “Ma un fattore direi decisivo sul fronte del potenziamento delle produzioni manifatturiere – fa notare Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – rimane quello della crescita salariale. La riduzione del cuneo fiscale può aiutare ma il fatto che sia stato bocciato l’emendamento sulla cancellazione dell’Irpef per i salari fino 12mila euro costituisce un segnale negativo sul fronte delle opportunità finalizzate alla ripresa”.





