Il Lingotto annuncia l’intenzione di fare entrare nelle produzioni Panda anche i cassintegrati dell’indotto. Ma l’accordo per il sabato lavorativo sta creando malumori. Fiom e Cobas sono sul piede di guerra.
Il recente accordo tra Fiat e sindacati firmatari del contratto dell’auto sta fornendo novità anche per l’indotto ma nello stesso tempo sta anche facendo montare il malcontento. L’intesa è finalizzata allo smaltimento delle eccedenze produttive congiunturali attraverso due sabati di recupero, il 15 e il 22 giugno.
Per l’occasione l’azienda aveva anche comunicato a Fim, Uilm e Fismic che avrebbe assorbito dal bacino dei cassintegrati una decina di addetti da impiegare nelle aree di produzione diretta, quelle che in base all’accordo di riorganizzazione sarebbero precluse ai lavoratori in cig. Intanto, secondo quanto trapelato ieri da fonti sindacali e confermato da ambienti vicini all’azienda, del gruppetto di cassintegrati da reclutare nelle attività manifatturiere Panda potranno far parte anche tre, al massimo quattro addetti della Fiat-Marelli di Poggioreale, l’impianto dell’indotto rimasto quasi del tutto inattivo a seguito della dismissione delle produzioni Alfa Romeo di Pomigliano, dismissione che alla Marelli ha creato 720 cassintegrati. C’è però molta tensione. Questo perché sta crescendo il malcontento scaturito dall’accordo sindacale sui recuperi produttivi di giugno.
E’ infatti opinione diffusa tra i lavoratori della Fiat di Pomigliano che i ritmi di produzione siano ormai molto elevati per cui i 2142 addetti alla realizzazione della Panda chiedono l’arrivo sulle linee di rinforzi consistenti. Ma l’annuncio dell’assorbimento di soli dieci cassintegrati ha lasciato un po’tutti delusi. “Non firmare avrebbe rappresentato un arretramento del sindacato”, spiega invece Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm. E Felice e Luigi Mercogliano, rispettivamente segretari nazionale e regionale della Fismic, aggiungono che “alla fine di settembre ci sarà una verifica finalizzata all’assorbimento di un numero molto più consistente di organici”. Parole che però non riescono a frenare la protesta che sta montando all’esterno dello stabilimento.
Ieri gli operai della Fiat iscritti alla Fiom hanno distribuito volantini davanti ai cancelli della fabbrica automobilistica. I metalmeccanici della Cgil avvertono il Lingotto: "A giugno bloccheremo la fabbrica: un insulto per i cassintegrati l’accordo appena firmato per i sabati di straordinario al posto del rientro di chi non ha lavoro". La rabbia politica e sindacale aumenta. Il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo (Pdl), ha fatto rimuovere tutti i manifesti dal titolo " Il sindaco è un fascista ", cartelli affissi in città dagli attivisti del comitato di Lotta cassintegrati e licenziati. Che stamane tenteranno di occupare di nuovo la sede distaccata del comune, fatta sigillare da Russo la settima scorsa. La sede è ubicata nei pressi del parco pubblico. Un immobile abbandonato che gli operai vogliono trasformare nel primo centro sociale italiano occupato da lavoratori Fiat.





