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Fiat Pomigliano: impacchettate le auto straniere dei dipendenti “infedeli”

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La Fiat “confeziona” nel cellophane le auto straniere degli operai addetti alla Panda. Lasciato un depliant a forma di cuore infranto: “Vederti andare in giro con un’altra ci spezza il cuore”. Lo Slai Cobas: “Violenza privata e mobbing”.

C’è stato chi l’ha presa con filosofia, ostentando un sorriso magari forzato. Ma c’è stato pure chi si è arrabbiato parecchio. Oggi pomeriggio sono state diverse e spesso completamente contrastanti le reazioni degli operai della Fiat di Pomigliano possessori di auto straniere, lavoratori che all’uscita dal primo turno, alle 13 e 30, si sono ritrovati le loro vetture completamente impacchettate.

Sotto il cellophane che avvolgeva Peugeot, Kia, Volkswagen, Opel, i giovani reclutati da un’agenzia di comunicazioni piemontese per le operazioni di "confezionamento" delle macchine degli operai di Pomigliano hanno lasciato un depliant a forma di cuore infranto. "Possiamo nasconderti l’auto ma non i nostri sentimenti: vederti andare in giro con un’altra ci spezza il cuore", il messaggio contenuto nel depliant che invita il dipendente "infedele" a recarsi, entro il 31 maggio, nella più vicina concessionaria Fiat a comprare la vettura con 1000 euro di sconto.

"Se Marchionne ci fa il 50 per cento di sconto andiamo di sicuro a comprare una Fiat", la risposta, stizzita, di alcuni operai rimasti costretti a togliere la plastica dalle loro auto prima di poter fare ritorno a casa, dopo l’ennesima e faticosa giornata di lavoro. Nello stesso momento un gruppo di attivisti dello Slai Cobas, sindacato autorganizzato", hanno protestato davanti al varco 4, una zona decentrata dello stabilimento, lontana dai varchi principali, più centrali. Un’area, questa conosciuta col nome di ex meccanica, nel cui piazzale esterno l’azienda ha messo a segno il l’iniziativa denominata "campagna cuore infranto".

"Marchionne ci viene a sfottere in casa e noi lo denunciamo ai giudici", ha gridato dal megafono Luigi Aprea, un militante dello Slai. Gli autorganizzati stamane hanno consegnato alla procura di Nola un esposto contro l’azienda, accusata di mobbing e violenza privata. A ogni modo i ragazzi assunti dell’agenzia di comunicazione per impacchettare le auto straniere hanno aiutato i lavoratori che uscivano dalla fabbrica a togliere la plastica dalle vetture.

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