Fino al 13 aprile si svolgerà a Lucca il Festival del Volontariato: un appuntamento per riflettere sul tema, con grande attenzione al lavoro.
A Lucca, dal 10 al 13 aprile 2014, si svolgerà il Festival del Volontariato, l’evento ideato e promosso dal Centro Nazionale per il Volontariato. Ci sarà una grandissima riflessione su questo mondo, così importante per la vita sociale. C’è necessità per il nostro Paese di nuova linfa vitale, di energie rinnovate: ne ha bisogno la politica, ne ha bisogno l’economia, ne ha bisogno anche il terzo settore.
Protagonista del Festival sarà il volontariato italiano che colorerà e riempirà di valori e passioni la quattro giorni del Festival, che vuole continuare a dare il proprio contributo per migliorare il Paese, secondo gli organizzatori. Le “energie da liberare” sarà il filo conduttore che legherà tutti gli eventi culturali e di animazione della quattro giorni di Lucca. Il Festival interpellerà il volontariato sulle sue potenzialità espresse e inespresse e sui condizionamenti: le energie da liberare, togliendo i blocchi e gli ostacoli dovuti anche al riconoscimento non adeguato da parte delle istituzioni pubbliche e della società in generale. Il tema sarà declinato in ogni appuntamento del Festival, con grande attenzione al lavoro, l’urgenza nell’Italia della crisi.
Non è un caso che oggi un evento nazionale del volontariato ponga al centro il tema del lavoro. Due mondi – lavoro e volontariato – spesso contrapposti, ma che invece hanno in comune l’opera delle persone e i valori fondanti di coesione e solidarietà. Ma soprattutto dal mondo del terzo settore arrivano oggi idee, valori ed esperienze che possono essere determinanti per rigenerare il lavoro e creare buona occupazione. Il terzo settore è sempre stato un ambito di generazione qualitativa e quantitativa di occupazione e non è un caso che oggi, pur fra mille difficoltà, sia proprio questo settore che riesce meglio a parare i colpi delle crisi che lo attanagliano.
E proprio il lavoro è il tema che attraverserà tutti gli eventi del 2014, con una riflessione itinerante che coinvolgerà ogni evento. Rigenerare il lavoro, per ribaltare i meccanismi che hanno determinato le crisi che stiamo vivendo. Il volontariato e il terzo settore in generale svolgono un ruolo fondamentale per far crescere la cultura del lavoro in Italia, non tanto e non solo perché creano o facilitano l’ingresso nel mondo dell’occupazione, ma perché i loro valori sono una precondizione per una società del benessere basata sul lavoro. Le competenze e le abilità che l’attività di volontariato attiva nelle persone sono inoltre molto utili poi ai fini dell’inserimento lavorativo.
Capacità progettuali, esperienze nel lavoro di squadra, l’uso sapiente delle risorse a disposizione, la creatività nel risolvere i problemi, le virtù del servizio e della perseveranza, la lettura del territorio, l’ascolto della “domanda” sociale sono tutti valori aggiunti che esperienze di volontariato e di impegno sociale insegnano. Di tutto questo si parlerà nel corso degli eventi del 2014, un cartellone itinerante per costruire il bene comune. E, nel preparare il Festival, sono stati divulgati i dati positivi che sono emersi dalla rilevazione del Centro Nazionale per il Volontariato e della Fondazione Volontariato. Emerge un quadro in cui il volontariato italiano riesce ancora non solo a reggere i colpi della crisi, ma anche a crescere.
Da una parte si è osservato che si rafforza l’autonomia di questo mondo dal settore pubblico, in un’ottica sussidiaria sempre più matura. Dall’altra si comprende come il volontariato abbia ormai già reagito in maniera decisa alla crisi, cercando nuove risorse, economiche e umane, per portare avanti la sua imprescindibile opera di solidarietà. Anche per questo è fondamentale che a tutti i livelli, dal locale al nazionale, venga sempre più riconosciuto il valore del volontariato, favorendone l’azione e liberando le energie che al suo interno si sprigionano. Il volontariato risulta consolidato o in espansione in pressoché tutti i settori e tutte le regioni, è ancora la colonna del Welfare locale, ma stenta a fare rete.
Anche a Pomigliano d’Arco il Volontariato è in espansione. Anche se tutti dobbiamo fare e dare di più. Quello che manca, ancora, è la rete. Nessuno pensi di risolvere i problemi da solo. E’ pia illusione. Oggi i problemi sono tanti, complessi e delicati. Solo l’unione fa la forza. Da soli non si va da nessuna parte. E allora, via dal mondo del volontariato, gli individualisti, gli smaniosi di protagonismo, i “navigatori solitari”. E, stando attenti, a quanto insegnava don Milani: “Servire i poveri, non servirsi dei poveri”. Anche nel mondo cattolico.
(Fonte foto: Rete Internet)




