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Ecomostro di Acerra, individuato il responsabile: è un imprenditore

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Le Guardie ambientali: “Sarebbe bastato osservare le immagini satellitari di Google Earth per fermare quello scempio, otto anni fa”. Foto con camion e bobcat all’ “opera” nei campi.

Secondo quanto denunciano un giorno sì e l’altro pure gli ambientalisti di Acerra, cioè del più vasto territorio agricolo del Napoletano dopo quello di Giugliano, saranno almeno un centinaio le discariche abusive di rifiuti speciali disseminate nella zona. Intanto le autorità inquirenti, magistratura e forze dell’ordine, hanno individuato il proprietario e gestore dell’ultimo ecomostro scoperto in ordine di tempo, il grande sversatoio abusivo sequestrato dal Corpo Forestale dello Stato in località Palmiano, tra campi di loti, ortaggi e pioppeti.

Una collina della morte: 300mila metri cubi di rifiuti ammassati negli ultimi anni, fino a qualche giorno fa, da R.D.B., cinquantenne imprenditore edile acerrano, specializzato nel movimento terra, scavi per la posa di fondamenta. R.D.B ha realizzato gli scavi per la realizzazione di interi quartieri ad Acerra. Ma il sospetto degli inquirenti è che a Palmiano non abbia agito da solo. “Per fare quello che è stato fatto qui ci saranno voluti centinaia di camion, e poi bulldozer, ruspe”, raccontano gli agenti della Forestale. E i volontari ecologisti dell’associazione “Guardie Ambientali” denunciano dell’altro. ” Ecco lo sversatoio abusivo con i camion che stanno scaricando – indica Alessandro Cannavacciuolo, uno dei volontari che hanno portato la Forestale sul posto – sono due immagini satellitari di Google Earth: una riporta la data del febbraio 2007, l’altra è del 2010″.

Prima di quel febbraio di otto anni fa la collina di rifiuti non esisteva. Lo dimostra la mappa interattiva. Sullo sfondo dell’indagine restano anche i problemi legati ai pericoli non soltanto relativi alla contaminazione di suolo, acqua e aria. C’è un metanodotto sotto la collina di schifezze. E’ una diramazione del gasdotto Algeria-Italia gestita dalla Snam. La società energetica ha appena diffidato il comune di Acerra. “Deve ripristinare lo stato dei luoghi”, avverte l’azienda nazionale. Un tubo del metano pericolosamente seppellito sotto 300mila metri cubi di monnezza.

“Lo ripetiamo: il comune di Acerra e il proprietario del terreno devono rimuovere i rifiuti dal metanodotto “, fa sapere la Snam da Milano. A ogni modo la società assicura che il metanodotto in quel punto non corre alcun pericolo perchè i tre metri di terreno che lo coprono sarebbero sufficienti a prevenire eventuali quanto malaugurate rotture. Gli interrogativi, però, si moltiplicano. E puntano ovviamente sul controllo del territorio. La stessa Snam ammette che ogni mese i suoi tecnici devono ispezionare tutte le postazioni. Ma la discarica di Palmiano ha già da tempo inghiottito proprio la cabina del metanodotto sottostante. Inoltre al momento della scoperta di questa collina di rifiuti, posta sul limitare della contrada Pagliarone, dove si trovano lo stabilimento chimico della Montefibre e l’inceneritore, il Corpo Forestale dello Stato ha notato che attorno e sotto l’ecomostro non scorre soltanto il tubo del gas: c’è anche quello dell’Acquedotto Campano, gestito dalla Regione.

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