A Pomigliano, in conferenza stampa, i metalmeccanici della Cgil annunciano ricorsi ed esposti contro il gruppo aeronautico. Domani picchetti davanti alla sede di Somma Vesuviana. Le storie di Andrea e Cristian. Ma l’azienda smentisce tutte le accuse.
Lavoratori protagonisti di scioperi e contestazioni, operai che sarebbero stati discriminati dall’azienda, la Dema, uno dei più grandi gruppi aeronautici del Paese. Dipendenti “puniti” dall’impresa con la permanenza in cassa integrazione a zero ore, per aver scioperato contro 61 licenziamenti dichiarati e poi revocati a febbraio negli impianti di Somma Vesuviana e di Pomigliano (500 gli addetti complessivi).
E’ quanto ha denunciato la Fiom, durante una conferenza stampa tenuta ieri pomeriggio nella sede della Cgil di Pomigliano. Franco Bruno, della segreteria provinciale Fiom, ha annunciato per lunedi il ricorso del sindacato ex articolo 28 in sede civile per discriminazione e una denuncia all’Ispettorato del lavoro. Nella conferenza stampa oltre a Bruno hanno parlato Andrea Morisco e Cristian Avino, rispettivamente rsu e attivista Fiom nella Dema. “Non rientriamo più in fabbrica dal 23 marzo scorso – il racconto dei due dipendenti dell’azienda aeronautica – e questo succede nonostante un accordo sindacale che prevede la cassa integrazione a rotazione”.
Sempre secondo quanto emerso dalla conferenza pubblica stessa sorte avrebbero subito altri sei colleghi di Avino e Morisco, alcuni dei quali sono iscritti ad altri sindacati o non sono iscritti. “La Dema si comporta sulla falsariga della Fiat – ha aggiunto Bruno – violando qualsiasi regola anche sul fronte dell’applicazione di una valanga di ore di straordinario nei reparti in cui si fa la cassa integrazione. Inoltre – conclude Bruno – assume in modo clientelare e non versa alla Fiom decine di migliaia di euro di quote sindacali”.
I metalmeccanici della Cgil hanno dichiarato lo stato di agitazione con un presidio davanti alla sede centrale di Somma Vesuviana, per domani, all’alba. In base al resoconto di ieri la stragrande maggioranza degli operai che fanno la cassa integrazione a rotazione nella Dema sono iscritti alla Fiom. Tutte accuse a cui l’azienda ha replicato con un comunicato. “La società – scrive la Dema – non comprende le generiche doglianze che vengono sollevate. Sulla cigs – specifica l’azienda – respingiamo in ogni caso preventivamente l’affermazione secondo cui la collocazione in cassa dei lavoratori starebbe interessando dipendenti con funzioni di rsu o iscritti e membri di organismi territoriali sindacali”.
“Inoltre – aggiunge l’impresa aeronautica – al contrario di quanto genericamente affermato, la società si è confrontata più volte con l’organizzazione sindacale e con le rsu, aderendo in maniera ampia alle molteplici richieste che sono state formulate, posticipando la cassa straordinaria dal 17 al 24 marzo e accogliendo l’ulteriore richiesta della rotazione ogni 15 giorni, che è stata attuata nella maggior parte dei reparti”. Il gruppo aeronautico parla di un accordo che prevede “la rotazione quindicinale per 7 reparti su 11 mentre sui restanti 4 reparti la rotazione deve avvenire per esigenze tecnico-organizzative e funzionali, su base mensile”.
Circa poi l’accusa di uso dello straordinario e di assunzioni ex novo nonostante il regime di cassa integrazione la Dema “respinge ulteriori generiche affermazioni” precisando che “su richiesta sindacale sono state date opportunità di reimpiego ai colleghi che non hanno la possibilità "tecnica" di ruotare”. La Fiom ha però denunciato problemi finanziari notevoli: “Un deficit di 130 milioni di euro”. “La trasparenza della società – replica infine la Dema – è stata sempre assoluta ed il piano di ristrutturazione del debito omologato dal Tribunale di Nola è pubblico in tutti i suoi contenuti”.

