Carcere a vita, perdita della patria potestà e risarcimento per la figlia e i genitori di Melania: nessuna indulgenza per Salvatore Parolisi.
Un applauso lungo, da Somma Vesuviana fino a Teramo. E tante lacrime. Lacrime di sollievo, ma sopratutto di dolore per la famiglia Rea, che da un anno e mezzo aspettava giustizia per Melania, la giovane mamma trovata morta nel Bosco delle Casermette il 19 aprile 2011. Poco prima delle 20,00, il gup Marina Tommolini, dopo circa quattro ore di camera di consiglio, ha emesso la sentenza tanto attesa: ergastolo per Salvatore Parolisi, per il marito di Melania, a cui, dopo oltre un anno di carcere, sono state comminate tutte le sanzioni accessorie, dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici alla perdita della patria potestà. genitoriale.
Un lungo sfogo, pianti liberatori, e un abbraccio collettivo dei parenti di Melania al momento della lettura della sentenza, anche se il papà di Melania, Gennaro Rea, ha dichiarato tra le lacrime: “Non ha vinto nessuno, non ha vinto nessuno”. “La nostra famiglia è soddisfatta perché Melania ha avuto giustizia ma il nostro cuore è straziato – ha aggiunto il fratello Michele – e non ci sono vincitori perché ad essere stato condannato è stato il marito di mia sorella e il padre della piccola”.
Stesso straziante dolore in via Pomintella, a Somma Vesuviana, da dove la Signora Vittoria, mamma di Melania, pur tirando un lungo sospiro di sollievo, ha chiesto ai giornalisti il silenzio, la possibilità di restare sola con il suo dramma, perché “nessuna sentenza- ha dichiarato stringendo forte tra le braccia la bambina di Melania- mi riporterà mai indietro mia figlia”.
(Fonte foto: frame da “Quarto Grado”)

