Il maestro del surrealismo spagnolo approda in penisola sorrentina. Entusiastiche le prime impressioni sulla mostra. Fotogallery
Spiaggia che vai, Milionaria che trovi. Tornando dalla mostra unica nel suo genere a Sorrento, la prima percezione è che l’immensa produzione artistica di Salvador Dalì non invecchia mai. I dipinti e soprattutto le sculture sono contemporanee e classiche al tempo stesso, senza perdere mai nulla della loro originaria nonché originale qualità mistica. E il risultato è che sopravvivono, senza perdere il loro fascino. Villa Fiorentino apre dunque le porte ad una mostra perfetta nell’organizzazione e nel suo genere, curata dal Presidente della Stratton Foundation Beniamino Levi, uno dei personaggi che ha conosciuto più da vicino l’opera di Dalì, ed è un’occasione che permette al pubblico di avvicinarsi agli aspetti meno noti del lavoro del grande artista catalano.
Sculture in bronzo (d’impatto "Alice nel Paese delle meraviglie e "la Genesi", subito all’ingresso), illustrazioni sui grandi temi della letteratura e della storia (da Alessandro Magno a Napoleone), oggetti in vetro ed oro, e mobili surrealisti. Dalì scultore, Dalì illustratore, Dalì designer; genio versatile che sperimenta materiali e tecniche. La mostra evento "The Dalì Universe Sorrento" si terrà fino al 29 settembre 2013 anche in diverse piazze di Sorrento, dove sono state collocate enormi sculture di Dalì. In piazza Angelina Lauro è "Omaggio a Tersicore", scultura monumentale mai esposta fino ad oggi, in piazza Tasso è "La donna in fiamme", scultura monumentale alta oltre tre metri e mezzo e pesante mezza tonnellata, in piazza Veniero è "Il profilo del tempo" mentre in piazza Sant’Antonino è collocata "Piano Surrealista".
Sembra fatta quasi apposta la statua del profilo del tempo di Dalì, che in questi giorni riempie piazza Veniero, quell’ orologio sciolto su un ramo che richiama il quadro de "La persistenza della memoria": non si tratta di conservare un passato, ma di realizzare le sue speranze, di superare esemplificazioni, di andare oltre quegli orologi. Perchè quelle lancette si muovono tutto l’anno, e sentire il ticchettio solo da aprile a settembre, direbbe Dalì, è "sciogliere la memoria". Fermo restando che nulla di più bello vi è del regalarsi quei tramonti, magari sotto una buganvillee, magari cercando di capirne un po’ di più di chi lì vive e non è fatto solo di tramonti, ma ha soltanto un’altra cornice della Napoli di ieri e oggi.

