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domenica, Luglio 3, 2022

Corsi di autodifesa e lotta alla violenza di genere

Per le donne imparare a difendersi da un’aggressione è certamente importante, ma non è sufficiente ad affrontare il problema della violenza.

Parte a Scampia, nella scuola Galileo Ferraris un’iniziativa di cui vorremmo non ci fosse bisogno: un corso di autodifesa per le studentesse. Il corso è organizzato col supporto tecnico del CONI e fornirà alle ragazze elementi di judo e taekwondo.
Scampia, tra l’altro teatro di recenti polemiche tra il sindaco De Magistris, lo scrittore Saviano, la municipalità e le associazioni della zona, è uno dei quartieri difficili del capoluogo campano, e quindi questa iniziativa ha assunto, forse per questo, un significato particolare meritando gli onori della cronaca.

E’ stata sostenuta, ad esempio, la ridicola tesi che questo corso sarebbe la dimostrazione dell’assenza e del fallimento della politica e delle istituzioni su quel territorio. In realtà corsi di questo tipo si tengono periodicamente nelle scuole, anche in quartieri centralissimi e non particolarmente disagiati, sono sempre considerati utili e sono accolti con entusiasmo dalle ragazze. Il motivo è che il timore dell’aggressione fisica non lo hanno solo le ragazze di Scampia e non riguarda solo particolari realtà sociali. E’ invece diffuso praticamente ovunque e non cambia a seconda del censo o del livello culturale.

L’attivazione di queste iniziative e il loro successo, quindi, dimostrano solo che l’atmosfera sociale nel nostro paese continua ad essere quella in cui si generano e si diffondono la violenza e l’aggressività contro le donne.
Che le scuole possano e debbano essere i centri in cui questa sottocultura va combattuta e i luoghi in cui la violenza di genere e sessuata può essere drasticamente ridotta, se non sconfitta, lo scriviamo da tempo. L’iniziativa dell’Istituto Ferraris va salutata positivamente ed andrebbe estesa, resa stabile e moltiplicata in tutte le scuole in cui sia possibile.

Non affronta, tuttavia, il cuore del problema. Difendersi dall’aggressione fisica è una necessità, ma il lavoro veramente e sempre più urgentemente necessario è quello che porta allo sgretolamento e all’abbattimento dei presupposti su cui si basa la violenza sulle donne. Lavoro molto più lungo e difficile e certamente non esauribile nell’attivazione di un corso facoltativo nelle scuole.
L’Istituto Galileo Ferraris rappresenta, sotto molti punti di vista, realmente un presidio di legalità e di diffusione di cultura civile e di socializzazione, perché è una scuola aperta al territorio, in cui si svolgono attività per adulti e per anziani, fino a tarda sera. Una scuola del genere è forse più efficace di un posto di polizia per combattere l’illegalità e la camorra.

Nel quartiere, infatti, non ci sono luoghi di aggregazione. Il corso di autodifesa, come sostiene il preside Ciotola, insegna come reagire a un’aggressione senza andare nel panico, cosa che dà sicurezza e che apre la porta ad una maggiore autonomia delle ragazze.
Tuttavia tutte queste cose non bastano se non sono supportate e inserite in un progetto educativo organico e integrato che si ponga l’obiettivo centrale di restituire alla donna dignità di persona, rispetto e autonomia e di combattere a tutti i livelli, dai mass media alla pubblicità, agli stessi testi scolastici, la sottocultura maschilista che negli ultimi anni è dilagata nel nostro paese, anche per colpa di una classe dirigente che l’ha avallata, quando non se ne è fatta in prima persona portatrice.
(Fonte Foto: Rete Internet)

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