Riflettori puntati sull’utilizzo delle autovetture di servizio di un ente sanitario pubblico. La Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura regionale della Corte dei conti per la Campania, ha notificato un invito a dedurre nell’ambito di un procedimento che ipotizza un presunto danno erariale superiore ai 314 mila euro.
Una parte rilevante dell’attività investigativa si è concentrata proprio sulla gestione del parco auto dell’ente. Attraverso l’analisi dei diari di bordo, dei contratti di noleggio, dei registri di utilizzo dei mezzi e dei dati Telepass, i finanzieri avrebbero ricostruito modalità di impiego ritenute non compatibili con le finalità istituzionali.
Secondo gli accertamenti, le vetture sarebbero state utilizzate in maniera continuativa, in alcuni casi anche durante le ore notturne, per gli spostamenti tra il luogo di residenza dell’utilizzatore e la sede di servizio. Un utilizzo che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe determinato costi non riconducibili alle esigenze operative dell’ente.
Ulteriori elementi sarebbero emersi dall’esame delle spese di carburante. I rifornimenti, infatti, sarebbero stati effettuati prevalentemente presso distributori situati nelle vicinanze dell’abitazione dell’utilizzatore dei veicoli, circostanza che avrebbe rafforzato l’ipotesi di un impiego dei mezzi per esigenze personali anziché istituzionali.
Per gli investigatori tali costi sarebbero quindi risultati estranei alle attività dell’ente e non rimborsabili con risorse pubbliche.
In particolare, gli accertamenti svolti avrebbero evidenziato il ricorso a carte di credito aziendali per il pagamento di spese di ristorazione, vitto, alloggio, gioielleria, abbigliamento, agenzie di viaggio, carburante e di altri esborsi risultati privi della prescritta documentazione giustificativa e degli elementi necessari a dimostrarne l’effettiva riconducibilità alle finalità istituzionali. Sarebbe stata inoltre riscontrata la pressoché totale assenza di note spese, relazioni di missione, documentazione fiscale, indicazione dei beneficiari delle prestazioni e delle motivazioni delle trasferte, con conseguente impossibilità di verificarne l’inerenza all’attività istituzionale.
Al termine dell’istruttoria è stato contestato un presunto danno erariale complessivo di oltre 314 mila euro. L’invito a dedurre notificato rappresenta un atto previsto dalla normativa contabile che consente al soggetto interessato di esercitare il proprio diritto di difesa e fornire chiarimenti prima delle eventuali successive determinazioni della Corte dei conti.







