Ieri mattina al palazzo Armieri di Napoli si è svolto l’incontro tra il gruppo di attivisti che aveva lanciato l’SOS all’Europa per ottenere il registro tumori della Campania e avviare pratiche di riciclo, riuso e compostaggio
I comitati civici di Boscoreale, Terzigno, Boscotrecase, insieme con le Mamme Vulcaniche e altre associazioni del Vesuviano, sono stati ascoltati ieri mattina, nell’ambito dell’audizione della Commissione Petizioni, dai parlamentari europei Judith Merkies, Margrete Auken, Peter Jahr e Erminia Mazzoni sui temi relativi alla raccolta differenziata, bonifiche dei siti inquinati, roghi tossici e registro tumori della Campania.
I cittadini avevano chiesto l’intervento delle istituzioni sovranazionali per combattere la battaglia necessaria ad ottenere il registro dei tumori campano. L’SOS lanciato all’Unione Europea ha dato immediatamente i risultati sperati: il vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, infatti, ha dimostrato il suo sostegno, impegnandosi a recuperare i fondi necessari, avviando una raccolta firme per chiedere il registro delle neoplasie al Governo italiano e incontrando a Terzigno, il 13 ottobre scorso, tutti i cittadini impegnati nella lotta alle discariche.
Ieri, invece, si è svolto l’incontro con la delegazione inquirente che ha ascoltato a lungo i rappresentanti degli attivisti, tra cui la presidente delle Mamme Vulcaniche, Luisa Lettieri, e il portavoce della Rete dei comitati, Franco Matrone, e Annarita Ranieri che hanno informato i politici europei sul grave scempio della Cava Sari di Terzigno, sui roghi tossici, l’aumento esponenziale delle patologie tumorali e infine ha raccontato la difficoltà ad avviare pratiche di smaltimento dei rifiuti sane e lecite come il riciclo, il riuso e il compostaggio. All’incontro hanno assistito anche esponenti dei comitati civici e delle associazioni locali impegnate nella salvaguardia dell’ambiente e della salute, tra cui Annarita Ranieri della Ginestra, che ha commentato:
“I parlamentari volevano sapere dalla viva voce dei cittadini, che avevano presentato petizioni, gli aggiornamenti sul problema rifiuti. Conoscete autorità italiane che si comportano allo stesso modo?” I cittadini, infatti, anche ai sensi della Convenzione di Aarhus, si sono visti costretti a chiedere aiuto all’Ue e all’OMS poiché le proteste, le istanze presentate direttamente al Governo e, tramite le vie legali, al ministero dell’Ambiente (che ha proclamato quale zona protetta il territorio Parco Nazionale del Vesuvio salvo poi realizzarvi una discarica capace di inquinare l’aria e le falde acquifere), finora non hanno prodotto i risultati sperati.
“Ma la nostra battaglia continua – fanno sapere i cittadini – dobbiamo avere la possibilità di dimostrare il necessario nesso di causalità tra l’enorme incidenza di patologie anche tumorali, e lo stato d’inquinamento delle matrici aria, acqua e terreno che in Campania ha raggiunto livelli catastrofici”.





