I sindaci di Afragola, Mimmo Tuccillo (Pd) , e di Acerra, Raffaele Lettieri (Ncd) figurano tra i 24 consiglieri eletti nel Consiglio del nuovo ente che sostituirà la Provincia.
“La mia idea è che la contingenza del risultato ci obblighi in qualche modo. Questa è una fase costituente per cui la cosa più sensata, a mio parere, è e resta quella di un’intesa di largo respiro”.
Lo dichiara il sindaco di Afragola, Mimmo Tuccillo, consigliere neoletto, subito dopo l’esito del voto per la Città metropolitana, che ha visto ieri circa 1500 tra sindaci e consiglieri comunali di Napoli e provincia votare per la composizione del nuovo ente che sostituirà, con più ampi poteri e funzioni, la vecchia Provincia di Napoli. Dunque, si profilano le larghe intese. Intanto ecco i risultati, per il momento non definitivi, di queste elezioni riservate ai soli amministratori comunali elettivi di Napoli e del suo hinterland: 7 seggi al Pd e 7 a Forza Italia, 5 (o forse 6, non è stato ancora deciso) alla lista “Lavoro, Sviluppo, Ambiente, Bene Comune”, che fa riferimento al sindaco di Napoli sospeso Luigi De Magistris, 5 all’Ncd, tra le cui file ci sono esponenti dell’alleato Udc, come il neoeletto consigliere Raffaele Lettieri, sindaco di Acerra, ed 1 a Fratelli d’Italia.
Tra in neoletti del Pd c’è anche il sindaco di Pompei, Fernando Uliano, cugino dell’omonimo segretario nazionale per il settore auto del sindacato Fim Cisl. Nell’ambito di Forza Italia emerge il nome di Antonio Pentangelo, presidente uscente della giunta provinciale, che due anni fa aveva sostituito Luigi Cesaro. L’avvocato civilista Elena Coccia è l’altro nome di punta della lista “Lavoro, Sviluppo e Ambiente” tra i premiati nel nuovo consiglio metropolitano. Ora la parola spetta ai lavori per lo statuto. Il presidente della Città Metropolitana resta nel frattempo il sindaco facente funzione di Napoli Tomaso Sodano, che ha preso il posto di De Magistris dopo la sua sospensione voluta dal ministro dell’Interno Alfano, ministro che ha voluto applicare la legge Severino a seguito della condanna del sindaco-magistrato comminata in primo grado per le modalità con cui era stata condotta l’inchiesta anticorruzione Why Not.
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