Il ras di Forza Italia aveva deciso una valanga di nomine e incarichi nella regione. Gli equilibri locali ora pendono dalla decisione del Parlamento.
La richiesta di arresto del deputato di Forza Italia Luigi Cesaro, ex presidente della Provincia di Napoli, è stata inviata alla Camera dei Deputati dalla Direzione Distrettuale antimafia del capoluogo campano. Al centro dell’inchiesta sono finite presunte irregolarità nella concessione di appalti del comune di Lusciano, in provincia di Caserta, lavori infrastrutturali destinati a ditte ritenute legate al clan dei casalesi. C’è una gola profonda, un pentito di camorra. Si chiama Luigi Guida, boss che ha capeggiato la frazione Bidognetti di quello che fino a poco tempo fa era ritenuto il gruppo più potente della camorra, poi smantellato con gli arresti, tra gli altri, di Antonio Iovine e di Michele Zagaria.
Secondo la Dda un numero ingente di appalti pubblici sarebbe finito illegalmente nelle mani di imprese vicine al clan, grazie anche all’estromissione forzata di ditte concorrenti. Edilizia e mafia: tra gli appalti sospetti c’è quello per la costruzione di un impianto sportivo a Lusciano. Nell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli e dai sostituti Antonello Ardituro, Giovanni Conzo, Marco Del Gaudio e Cesare Sirignano, sarebbero coinvolti ex amministratori pubblici, l’ex consigliere regionale Nicola Ferraro e alcuni fratelli dello stesso Cesaro. Per il leader di Forza Italia in Campania i pm ipotizzano i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta.
Al centro dell’inchiesta c’è un incontro del 2004, nel corso quale, sempre secondo l’accusa, Cesaro e Guida si accordarono per assegnare l’appalto per il Piano di Insediamento Produttivo di Lusciano, la cosiddetta area Pip. Sono state arrestate sette persone, fra le quali l’ex consigliere regionale della Campania dell’Udeur Nicola Ferraro e Raffaele e Aniello Cesaro, fratelli di Luigi. Per altri sette indagati il gip ha rigettato le richieste dei pm a causa della carenza di attuali esigenze cautelari. “Grande è la mia amarezza di fronte ad un’accusa ingiusta”, ha dichiarato il parlamentare del partito di Berlusconi. “Come già anticipato – ha annunciato Cesaro – chiederò che la Camera dei deputati autorizzi rapidamente l’esecuzione del provvedimento sia perchè ritengo giusto che io venga trattato come un comune cittadino, sia perchè, finalmente, potrò uscire da un incubo che mi accompagna da anni”. Intanto l’esito di quest’ inchiesta sta tenendo col fiato sospeso consiglieri regionali, sindaci, assessori, presidenti di società partecipate, manager della sanità pubblica. Un’intera classe dirigente che è diventata tale grazie alle decisioni politiche del potente politico finito sotto procedura di arresto. Ma c’è una zona del Vesuviano in cui Forza Italia è euforica, quasi scatenata.
A Terzigno e dintorni, San Giuseppe Vesuviano, Boscoreale, Boscotrecase, il partito è in uno stato di paradossale gioia: qui manifesti dappertutto per esaltare l’assoluzione di Berlusconi nel processo “Ruby Rubacuori”.
(>Fonte foto: Rete internet)





