Operazione messa a segno dai Carabinieri di Torre del Greco: i tre avevano sparato contro un’abitazione ed un esercizio commerciale. Giro di vite degli uomini dell’arma anche ad Afragola e Castellamare di Staabia.
I Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal GIP di Napoli a carico di tre persone ritenute appartenenti al clan camorristico “D’Amico” operante nel quartiere napoletano di Ponticelli e nell’hinterland a Sud di Napoli. Durante le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea i militari dell’Arma hanno accertato la responsabilità dei tre indagati in ordine alla commissione di due atti d’intimidazione, il primo ai danni del gestore di un esercizio commerciale per favorire gli affari di altra attività ed il secondo ai danni del proprietario di un’abitazione, consumato nel corso di una contrapposizione armata tra i “D’Amico” ed i rivali, i “De Micco”, per il controllo delle attività illecite nelle città a Sud di Napoli.
Ad Afragola i Carabinieri della locale stazione in collaborazione con personale dell’Enpa e del WWF Italia – servizio di vigilanza volontaria e tutela della fauna e dell’ambiente del nucleo provinciale di Napoli – hanno denunciato in stato di libertà un 71enne di Acerra ed un 45enne del luogo. I due uomini sono accusati di aver piazzato richiami illegali per allodole. Durante l’operazione sono stati sequestrati tre fonofili (i richiami vietati dalla legge) e due fucili da caccia calibro 12 con cartucce.
I Carabinieri dell’aliquota radiomobile di Castellammare di Stabia hanno arrestato Gino Santarpia, 31 anni, e la madre, Rosa Russo, 52 anni, entrambi residenti a Poggiomarino in via XXIV maggio. I due, pregiudicati, sono stati notati tutti a bordo di un’auto guidata da un 21enne (denunciato in stato di libertà ) che non ha mai conseguito la patente, nel centro cittadino in atteggiamento sospetto. I militari dell’arma hanno fermato i tre e sorpreso la donna in possesso di 8 dosi di cocaina (5 grammi) e del materiale per il confezionamento in dosi, oltre a 650 euro in contanti ritenuti provento d’illecita attività . Nel corso di successive verifiche i Carabinieri hanno accertato che Santarpia era in stato di evasione dagli arresti domiciliari, ove stava scontando un residuo pena. Madre e figlio, arrestati, saranno processati per direttissima.
(Fonte foto: Rete Internet)

