La macchina comunale è stata rivoltata come un calzino nel regno di una delle cosche mafiose più potenti della Campania. Decenni di appalti, servizi e affari nelle mani degli stessi.
Sta proprio facendo sul serio il sindaco Domenico Tuccilo, Mimmo per gli amici, storico componente ex Dc della Margherita, poi approdato in pianta stabile nel Pd. Dopo aver nominato il nuovo nucleo di valutazione, di cui ora fanno parte uomini da sempre impegnati sul fronte antimafia, il neosindaco della popolosa città alle porte di Napoli ha deliberato la creazione di una macrostruttura, un nuovo assetto organizzativo che di fatto esautora dalla guida delle principali funzioni dell’amministrazione comunale chi ha sempre gestito il potere da queste parti.
“La nuova struttura – si legge nel comunicato stampa del comune – prevede una riorganizzazione dei sette settori dell’ente con la ricollocazione di alcuni servizi e l’istituzione di nuovi per renderla la più efficiente e più efficace. Tra le novità fondamentali del nuovo assetto burocratico – ha dichiarato Tuccillo – ci sono la rimodulazione dei settori tecnici: Assetto Territorio – Opere Pubbliche e quello dei servizi alla Città , la collocazione dell’Avvocatura e Staff in capo al Segretario Generale e l’istituzione del nuovo Settore Organizzazione Personale e Contratti”.
“Per quanto riguarda i Servizi tecnici la rivisitazione delle competenze e funzionalità – ha aggiunto Tuccillo – si è resa necessaria per dare organicità e funzionalità ad interventi ed investimenti fondamentali per lo sviluppo della Città e che fino ad oggi avevano l’interferenze di più responsabilità che ne limitavano l’efficienza e il raggiungimento degli obiettivi”. “Per ultimo ma non ultimo – ha aggiunto Tuccillo – vi è l’importante innovazione relativa alla costituzione del Settore Organizzazione, Personale e Contratti che ha il compito specifico di assicurare il presidio organizzativo della macchina comunale e lo sviluppo della stessa”. Controllo di appalti, licenze e organici: è l’obiettivo sostanziale del nuovo meccanismo.
Una rivoluzione pacifica iniziata a giugno con la nomina di Salvatore Carli nel nucleo di valutazione. Una nomina nel segno dell’antimafia. Il funzionario del ministero dell’Interno è stato infatti commissario prefettizio a San Gennaro Vesuviano, dove la sua attività ha fatto mettere sotto processo un’intera giunta comunale, e a Crispano. Per non parlare della nomina a commissario straordinario dell’Asl di Reggio Calabria, sciolta per mafia, e del suo precedente lavoro d’indagine che culminò con il primo scioglimento antimafia di un azienda sanitaria locale, l’Asl Napoli 4 di Pomigliano. Carli attualmente fa pure parte dell’autorità anticorruzione del comune di Napoli, insieme al prefetto Achille Serra e al professore di diritto Giovanni Leone.
Per ben 18 volte componente di altrettante commissioni d’accesso antimafia, tra cui quelle che portarono allo scioglimento dei comuni di Casalnuovo e, nel 1999, di Afragola, entrambi municipi pesantemente caratterizzati dal malaffare. Carli è anche teste d’accusa nel processo Cosentino.
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