La polizia ha arrestato un contrabbandiere davanti alla stazione delle Ferrovie dello Stato. Nascondeva centinaia di pacchetti di sigarette russe a basso costo. Letali in base a uno studio del Regno Unito.
Un contrabbandiere di Acerra ma residente a Cicciano, Domenico Romano, 49 anni, finisce in manette davanti alla stazione di Acerra, ritrovo di disoccupati, povera gente, extracomunitari. Fin qui nulla di particolare.
Ma se si scava nella vicenda si nota qualcosa di inquietante. Osservando i tredici chili di sigarette sequestrate, sia nell’auto che a casa di Romano, dagli agenti del commissariato locale, diretti dal vicequestore Pietropaolo Auriemma, a prima vista le marche delle stecche potrebbero stare a significare tutto e niente: Marble, Gold, Jin Ling. Sigarette quasi anonime, poco conosciute, che provengono dall’est Europa, dalla Russia in particolare, e che si possono vendere solo di contrabbando nei paesi dell’Unione, dove non possono essere legalizzate per vari motivi, economici ma non solo. Tra questi, e qui c’è il lato oscuro della questione, c’è anche quello legato alla tossicità del prodotto.
Tanto per fare un esempio, in base a uno studio del ministero della sanità del Regno Unito, le Jin Ling, il cui pacchetto è una sorta di specchietto per le allodole perché somiglia a quello delle Camel, sono zeppe di rifiuti tossici e amianto. Roba da stendere al tappeto un toro in poco tempo. Certo, non che facciano bene le sigarette autorizzate, quelle dei grandi e ben più costosi marchi tradizionali. Anzi, il loro potenziale cancerogeno è più che provato. Ma quando a questa situazione si aggiunge anche quella di una sottospecie di tabacco mescolato a veleni d’ ogni sorta allora l’allarme rosso scatta da sé.
Tra l’altro queste sigarette di contrabbando sono vendute a prezzi molto bassi e quindi naturalmente destinate a una clientela povera, immigrati extracomunitari in testa.

