Ieri è iniziato in tribunale il procedimento che vede indagati 62 dipendenti municipali, circa un quarto del totale degli organici. Al vaglio le singole posizioni. L’ente si è costituito parte civile.
Sarà il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Nola Martino Aurigemma a dover decidere se mettere sotto processo o meno i 62 dipendenti comunali di Acerra denunciati dalla polizia per assenteismo nella primavera dello scorso anno. Nel settembre successivo 13 degli indagati sono stati anche arrestati e messi ai domiciliari. Intanto ieri a Nola la prima udienza preliminare ha conosciuto come unico momento di rilievo la costituzione di parte civile del comune di Acerra. Le discussioni inizieranno il prossimo 28 di ottobre. Gli indagati dovranno rispondere complessivamente di 85 capi d’imputazione.
Ma si preannuncia un giudizio complesso, difficile, molto articolato. Secondo quanto sta trapelando le posizioni più difficilmente difendibili sono quelle dei municipali sorpresi dalle telecamere nascoste della polizia all’esterno della casa comunale durante i controlli. In questo caso i filmati sembrano non lasciare molto spazio al dubbio. Poi ci sono da vagliare le accuse nei confronti di quei dipendenti che non sono stati filmati dalle forze dell’ordine ma che sono stati denunciati lo stesso. Complicata anche la valutazione degli impiegati e degli operai pubblici che hanno timbrato non solo il loro cartellino ma anche quelli di altri loro colleghi. Alcuni di questi sono stati filmati all’interno dell’edificio con telecamere nascoste.
Per i cosiddetti “pianisti” della beggiata, parafrasando un termine di parlamentare memoria, il giudizio appare perdersi nello sconnesso labirinto della nostra giurisprudenza. Vale a dire che in questo versante compaiono sia sentenze di condanna che di assoluzione in altri procedimenti analoghi. “Dulcis” in fundo c’è il gruppone, quello più folto, di coloro che sono stati denunciati perchè durante le ispezioni di polizia non sono stati trovati negli uffici del comune. E qui il percorso si fa ancora più spinoso. C’è chi tra gli avvocati difensori sostiene che molti di questi dispongano di prove documentali in grado di scagionarli, cioè di provare che stavano lavorando per conto del comune all’esterno delle mura del municipio.

