In un comunicato spedito al comune e all’asl l’Agenzia regionale per l’ambiente giudica “inammissibili le attività “svolte dalla ditta Falzarano nell’impianto preso in affitto dall’Atr.
E’ una questione che si trascina da anni e che di tanto in tanto fa scaturire anche polemiche politiche. Fatto sta che da tempo la ditta che gestisce l’appalto della nettezza urbana ad Acerra, la Falzarano, per parcheggiare e per far lavare i suoi compattatori, che rimuovono i rifiuti solidi urbani della zona, utilizza un’area presa in affitto da un’altra società, l’Atr. L’area si trova in località Pantano, alle spalle del grande impianto chimico Montefibre. Ma il punto della vicenda appena emersa non è questo. E’un altro e riguarda i permessi di idoneità ambientale dell’Atr.
Durante un’ispezione messa a segno dai funzionari dell’Arpac, accompagnati dagli agenti della polizia municipale e da responsabili della Provincia, l’Agenzia regionale per l’ambiente ha scritto in una nota, poi trasmessa al comune, che ” L’Arpac non è in possesso della documentazione tecnica attestante l’idoneità ambientale delle opere utilizzate dalla ditta Falzarano srl per le attività di lavaggio e rimessaggio degli automezzi usati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani del comune di Acerra”.
“Pertanto – conclude l’Arpac – in via precauzionale si ritiene che, in mancanza di documentazione attestante l’idoneità delle opere alle attività svolte, le stesse non sono ammissibili”. Alla fine dello scorso mese il comunicato dell’Agenzia è finito in municipio. Ora dovrà essere l’ente locale a decidere il da farsi. Falzarano e Atr sono da tempo nel mirino degli ambientalisti. Un anno fa gli ecologisti Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio hanno depositato nella procura di Nola una denuncia in cui si scrive che ” l’intero piazzale della società Atr è stato realizzato con materiale altamente pericoloso “. Accuse che però non sono state finora provate da riscontri oggettivi.

