Con 842 voti di preferenza, pari al 50,9%, Francesco Addato, ingegnere catapultato nell’oscura dimensione politica, sarà il candidato a Sindaco del centrosinistra.
Classe 1960, ingegnere civile presso il comune di Napoli, Francesco Addato, in una sfida che l’ha visto trionfare con 57 voti di scarto su Aldo Maione, si è imposto nelle primarie indette dal centro sinistra (Pd, Rif. Com., Sel, Riv. Civ.) di Pollena Trocchia. Proveniente dalla società civile, l’ingegnere da 23 anni cittadino del piccolo comune che prende il nome dal dio Apollo, si presenta come un candidato di rottura rispetto alla politica tradizionale.
Se qualcuno, tempo fa, le avesse detto che lei avrebbe vinto le primarie di coalizione contro un professionista della politica ben radicato sul territorio, ci avrebbe mai creduto?
“Sinceramente, non avrei mai creduto di essere coinvolto in prima persona in questa esperienza, ma sono da tempo convinto che un volto nuovo con un progetto di cambiamento avrebbe raccolto molti consensi tra la popolazione. I cittadini di Pollena Trocchia, me compreso, chiedono un rinnovamento totale ed è per questo che non ho esitato un istante nell’accettare la proposta di candidatura rivoltami dai partiti e dai movimenti del centrosinistra”.
Ora la attende una sfida ancor più importante, quella che nelle saghe cinematografiche viene definita come il capitolo finale. Al varco, infatti, ci sono Francesco Pinto, sindaco uscente, e i soliti equilibri di coalizione da definire prima di ogni tornata elettorale. Quale, tra questi due scogli, la preoccupa di più?
“Questa per me è una esperienza totalmente nuova ma, detto in tutta sincerità, ciò che provo in questo momento non è preoccupazione. Solo entusiasmo per una sfida che mi appassiona e da cui ritengo che realmente dipendano le sorti del paese. Affronteremo con grande serenità la campagna elettorale che ci aspetta, sia nei momenti di conflitto esterno che in quelli di discussione interna. Sono convinto che il confronto sia sempre occasione di crescita e, soprattutto, che quando in gioco c’è il bene del paese e a discuterne sono donne e uomini di buonsenso vengano a cadere conflitti e personalismi”.
Nella sua bozza di programma, quella prima traccia apparsa sul suo profilo FB in vista delle primarie, campeggia testualmente: “il vincolo di candidatura per chi non ha mai amministrato questo paese ricoprendo incarichi di governo è un punto molto preciso del mio programma”. Non la ritiene una similitudine di intenti molto vicina alle logiche “grilline”? Spera in questo modo di attrarre anche i favori di chi simpatizza per la Casaleggio&co.? Infine, crede davvero di riuscirci in una coalizione composta da partiti tradizionali storicamente poco inclini a termini quali rottamazione e cambiamento?
“Se per logica grillina si intende un cambiamento dal basso della politica, con la partecipazione dei cittadini e la riappropriazione degli spazi di democrazia allora posso ritenere i miei intenti vicini ai loro. Certamente, però, bisogna mettere in chiaro che noi non vogliamo tagliare radicalmente i ponti con il passato. Rispetteremo il vincolo di candidatura che ci impone di non inserire in lista chi ha già amministrato il paese ricoprendo ruoli di governo nell’amministrazione comunale. Ciò non significa che vogliamo “rottamare” personaggi importanti e tutt’altro che impresentabili che hanno fatto la storia di questo paese. Il loro bagaglio di esperienze dovrà essere al servizio dei giovani e dei volti nuovi che si presenteranno a queste elezioni con tanto entusiasmo e con tanto da imparare. Rispetto al comportamento dei partiti che mi hanno sostenuto fino a questo momento, sono fiducioso sulla loro lealtà ai patti che abbiamo stretto. Credo che abbiano già dato prova di grande maturità scegliendo di affidare la leadership ad una persona estranea a vecchie logiche e facendo fare un passo indietro ad alcuni esponenti storici. Sono certo che continueremo ad andare avanti su questa strada”.
In un mese e poco più dovrà scardinare il sistema Pinto. Dovrà porre l’accento sugli errori di questa amministrazione. Quali argomenti porterà ai cittadini di Pollena Trocchia che cinque anni fa sostennero il giovane sindaco?
“Ritengo che in questi cinque anni ci sia stata una disattenzione a quelle che sono le reali esigenze dei cittadini di Pollena Trocchia. La nostra coalizione è sostenuta da un gruppo di giovani che ci hanno convinti a fare della partecipazione attiva dei cittadini il pilastro portante della nostra azione. Sono ben consapevole degli errori che vengono commessi dalla politica quando si chiude in se stessa anziché ascoltare i bisogni delle persone che dovrebbe rappresentare; un errore in cui noi non vogliamo cadere. Sarà per questo che attiveremo momenti e spazi di discussione con i cittadini, a partire dalla campagna elettorale ma che vogliamo portare anche in campo amministrativo come succede in tanti altri piccoli comuni del centro e del nord Italia”.
“Mi piacerebbe inoltre, visto il grande rispetto che nutro per le persone in campo e per l’intelligenza dei cittadini, non incentrare la campagna elettorale sugli errori commessi in questi anni da Francesco Pinto ma piuttosto sulla nostra idea di sviluppo della città e di gestione dell’amministrazione pubblica. Vogliamo far percepire il cambiamento, a partire dalle persone, passando per i metodi per finire al programma e, in un secondo momento, alla sua attuazione”.

