Con la mancata approvazione del Bilancio di previsione per l’anno 2017, nove voti contrari, si è chiusa definitivamente (almeno per il momento ndr) l’esperienza di Andrea Viscovo e delle sue Liste Civiche.
Il colpo di scena nell’aula del consesso di via Aldo Moro è stato fornito, ancora una volta, dal decano dei consiglieri comunali Gennaro De Simone, il quale col suo voto contrario ha messo la parola fine alla sindacatura di Viscovo.
“In questo momento non mi sento di dire nulla. Ognuno fa il suo ruolo politico, io faccio il mio. Ho un’età, so quello che faccio, so quello che vado incontro”, poche, ma forse significative le parole di Gennaro De Simone appena uscito dall’aula, lo stesso consigliere che, passando dalla minoranza in maggioranza, qualche mese fa, aveva fatto credere a Viscovo e ai suoi “civici” di poter andare avanti. Come sempre nel suo imprevedibile stile, “suspense” sia nel modo, sia nelle motivazioni. Spiegazioni che ha fatto sapere solo il giorno successivo. “… un bilancio ingessato, privo di qualsiasi elemento di innovazioni e sviluppo, senza nessuna azione tesa al miglioramento della spesa e dei servizi”. Così è venuto a mancare l’atto di fiducia del consiglio comunale verso il sindaco. Al voto di De Simone si sono aggiunti quelli di Antonio Forte, Rosaria Borrelli e Ivan Aprea (Indipendenti per Volla, ex esponenti Risolleviamo Volla ); Luciano Manfellotti, Vincenzo Manfellotti e Raffaele Montanino (Area Comune – Volla al Centro); Domenico Viola (Partito Democratico), e Sergio Vaccaro ( Movimento Cinque Stelle).
L’esperienza Viscovo era iniziata il 19 giugno del 2016. Ottimo il risultato della vittoria (53,17% – 4567 voti), ottimo il suo splendido lavoro di Coach in campagna elettorale. Ma dopo la vittoria si deve governare. La vera vittoria è quella di fine mandato quando si è fatto ciò che era stato promesso. Ciò non è stato. Effettivamente la sua amministrazione ha avuto poco tempo per cercare di migliorare il territorio. Non gli è stato dato il tempo necessario. Peccato! Ma il tempo giusto per votare qualche variante al Piano Urbanistico e qualche permesso a costruire in deroga, quello c’è stato. Infatti, dopo i primi due consigli comunali di insediamento e di nomine varie al terzo giro, quello del 6 settembre2016, è stata approvata una variante urbanistica che ha trasformato un’area da agricola-commerciale a industriale. La stessa, poi è stata ulteriormente stravolta in giunta, con la delibera n°36 del 19 dicembre del 2016, nella quale è stato consentita la monetizzazione degli standard urbanistici.
Da qui sono iniziate le prime tensioni che gli sono costate, un pezzo della maggioranza. Successivamente, nel consiglio comunale del 31 gennaio 2017, tre dei consiglieri eletti nella coalizione di maggioranza (Aprea, Forte, Borrelli), hanno dichiarato la loro indipendenza.
Forse quello è stato l’atto politico più significativo al quale Viscovo ha risposto picche, assicurandosi il voto favorevole del consigliere Gennaro De Simone (ex Forza Italia, poi Indipendente), voto che gli ha consentito di approvare un permesso di costruire in deroga con uno scambio di aree e di indici urbanistici tra il proprietario comune e un imprenditore locale, in via Aldo Moro.
Per questo intervento l’opposizione aveva chiesto al segretario comunale la trasmissione degli atti all’ A.N.A.C.(Autorità Nazionale Anti Corruzione), alla procura della Repubblica, e alla corte dei conti al fine di verificarne procedure e legittimità.
Ma, lo stravolgimento del consiglio comunale, anche da un punto di vista logistico, con scambi di seggi da una parte all’altra delle barricate, con i tre indipendenti seduti insieme alla minoranza, e De Simone tra i banchi della maggioranza, è durato poco.
Una amministrazione “accondiscendente” ha dichiarato Ivan Aprea, in una delle sue ultime interviste ai nostri microfoni, accondiscendenza verso tanti, tranne che verso la prima unione civile del paese che l’ormai ex sindaco Viscovo si rifiutò di celebrare.
Invece, novità riconosciuta di questa amministrazione è stato l’assessorato al “Patrocinio Morale”, (così soprannominato) svolto dall’assessore Federica Cirelli, la quale sembra abbia inasprito però i rapporti che l’ente ha sempre avuto, in termini di piena collaborazione, con la protezione civile locale.
Altro sembra non possiamo ricordare della storia di questa amministrazione e del suo sindaco, se non l’atteggiamento di ilarità che nel suo ultimo consiglio comunale ha dimostrato durante l’intervento del consigliere del Movimento 5 Stelle, Sergio Vaccaro, mentre questi smontava punto per punto il bilancio di previsione presentato.
Forse insieme ai motivi improvvisi che hanno portato De Simone a non approvare il bilancio, e quindi a mandare a casa l’amministrazione Viscovo, sarà stato proprio quell’atteggiamento arido di umiltà.




