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Volla. “La Notte Del Lavoro Narrato”.

Insieme alcuni giovani di Volla, le associazioni “A’ Rezza” e “Ci diamo la mano – Ti aiuto e Ti ascolto” per parlare del lavoro e di immigrazione, problema e piaga sociale per l’Italia.

“La Notte Del Lavoro Narrato” è nata dall’idea di raccontare storie attraverso video, testi, canzoni, fotografie, per riportare il tema lavoro alla centralità che sembra aver perso nel nostro Paese. La manifestazione nazionale è stata ideata dal sociologo Vincenzo Moretti e dal video maker Alessio Strazzullo. In questo periodo storico, il messaggio che vuole passare è di un Italia, fondata necessariamente sulla forza del lavoro. “Lavoro, dunque valgo”. Messaggio che dà conforto e speranza.

“La Notte del lavoro Narrato” è stata un’occasione per chi ha avuto bisogno di raccontare il proprio lavoro, quello perduto o quello che deve ancora creare.

L’evento vollese si è svolto venerdì 28 aprile, in prossimità del giorno del primo Maggio data in cui l’Italia festeggia la festa dei lavoratori, organizzato dalle associazioni culturali “A’ Rezza” e  “Ci diamo la mano-Ti aiuto e ti ascolto”.

L’evento è stato occasione per inaugurare lo spazio dietro la sede dell’associazione “Ci diamo una mano” in via rossi, 39. Un cortile abbandonato e impraticabile che da settimane i ragazzi delle due associazioni hanno cercato di ripristinare per dargli un’immagine non meramente estetica, ma anche funzionale. Spazio riqualificato con passione e  progettualità da questi giovani, con l’intenzione di creare nuove attività sociali, culturali e ludiche/ricreative.

La serata è iniziata con un interessante incrocio di libri insieme a Gennaro Avallone, ricercatore dell’Università degli studi di Salerno e i ragazzi dell’Ex OPG Occupato Je so pazzo e Clash city Workers. I libri presentati :“Rompere la colonialità” di Ramón Grosfoguel, di cui G. Avallone ne è traduttore; “Sfruttamento e resistenze” di G. Avallone e “Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi”, un testo scritto da G. Avallone insieme ai ragazzi dell’ex OPG Occupato – Je so pazzo.

Dopo la presentazione dei testi si è vivamente ed emotivamente entrati nell’argomento più sensibile della serata, quello dell’immigrazione, presentando la toccante storia di un immigrato di una casa accoglienza di Qualiano, che con la sua testimonianza, ha raccontato il terrore e la paura che spinge questi ultimi a raggiungere le nostre coste, e il destino non sempre roseo che li attende qui.

Dopo la parte del dibattito la serata ha visto  numerosi momenti di spettacolo con performance eseguite da alcuni giovani del territorio.

Musica Live con Francesco Gallo e con i Nearby Planets, writing/ street art Angelo Di Pietro, Beat Box con Na Beatbox e Break Dance con NCD Crew.

Atmosfera graziosa e interessante che ha evidenziato la faticosa impresa dei ragazzi di entrambi le associazioni. Oltre alla riqualificazione dello spazio, gli organizzatori hanno avuto anche cura di decorarlo e renderlo accogliente e piacevole.

Una parete del cortile è stata dipinta con un suggestivo paesaggio dal giovane artista Roberto Dharta De Francesco, e inoltre in un angolo del cortile c’era una mini esposizione di quadri.

Due i pittori che hanno dato il contributo esponendo generosamente le loro opere, Angelo Di Pierto  e Egidio Perna. Entrambi in chiave moderna, in più Perna ha proposto la sua tecnica innovativa che vede nelle sue opere oltre i colori anche vari oggetti e elementi, rigorosamente riciclati, dando la visione di uno stile innovativo e futuristico.

Numerose le persone intervenute all’evento, tra cui anche giovani studenti del Liceo Calamandrei di Volla. Divertenti i vari momenti e le esibizioni, ma l’attenzione va al tema toccante della serata e alla domanda posta da uno degli organizzatori e impeccabile moderatore della serata, Christian De Luca di “A’ Rezza”. “E’ possibile non ridurre il migrante ad una risorsa per fare profitto, ad una persona che ha bisogno solo di assistenza e che non è capace di autodeterminarsi, ad una minaccia che arreca paura e su cui specula la politica nostrana?!” Alla domanda ci sono state risposte appassionate da parte dei presenti, ma non risolutive purtroppo. Le riflessioni profonde sono sorte nell’animo di tutti, riconducendo ad una attenta considerazione nelle domande da porsi. Diventa sempre più un esigenza appunto, su qualsiasi tema e problematica che affrontiamo oggi in Italia, porsi sempre la domanda: “Quanto è giusto?!”

 

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