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Volla. All’ A.N.A.C. i documenti e le procedure del provvedimento approvato in consiglio comunale inerente alla realizzazione della piazza

Lunedì 30 gennaio, al consiglio comunale la maggioranza perde tre pezzi e ne acquista uno. Approvazione risicata per la realizzazione della piazza. Richiesta di verifica agli enti preposti.

Il primo consiglio comunale dell’anno 2017 si è tenuto nel freddo pomeriggio di lunedì 30 gennaio. Otto i punti all’odg, di cui il più atteso e discusso era il numero otto: “Permesso a costruire in deroga art. 14 comma 1 e 28 bis commi da 1 a 6 D.P.R.380/2001 e smi per la realizzazione di 2 blocchi di interesse pubblico di cui all’art. 5 della L.106/2011 con la realizzazione di un tratto stradale via A. Moro via San Giorgio, marciapiedi pubblici sulla via A. Moro e una “Piazza Comunale Attrezzata”. Ebbene si, finalmente una piazza! Sognata e desiderata, discussa e progettata, promessa e poi negata da tanti anni e da diverse amministrazioni. L’affluenza dei cittadini ad assistere alla seduta è stata cospicua, perché tante erano le aspettative e l’entusiasmo. Il desiderio e la speranza di realizzare l’opera Pubblica, a qualsiasi costo, ha abbagliato un po’ tutto, ma forse ha accecato la vista. La seduta è iniziata con la formalizzazione della dichiarazione di indipendenza dei consiglieri di maggioranza, Ivan Aprea, Antonio Forte (Risolleviamo Volla) e  Rosaria Borrelli (Volla cambia Verso). I tre avevano chiesto al sindaco Andrea Viscovo, “…meno arroganza e più condivisione…” per poter proseguire, ma pare non vi sia stata alcuna risposta all’appello.

Ma, la cosa più eclatante è stato il passaggio del consigliere di opposizione Gennaro De Simone, eletto nelle liste di Forza Italia, che ha dichiarato la sua indipendenza “… una scelta non certamente facile ma che convintamente compio, avendola condivisa con i miei elettori … la mia scelta è di dare il massimo appoggio all’amministrazione Viscovo, la quale in questi mesi ha mostrato di porre al centro dell’azione politico/amministrativa il bene della mia città …”

Parole pronte a trasformare cio’ che un istante prima era incredibile a credibile?!

Commovente e passionale senz’altro, ma c’è da sottolineare la puntualità e la tempestività degli eventi, considerando che la maggioranza di Viscovo, era appena diventata molto risicata, se non addirittura insufficiente, considerando la votazione dell’ottavo punto all’odg.

Gli altri punti sono stati votati quasi all’unanimità.

Dopo più di tre ore di lavoro si è giunti alla tanto attesa discussione della piazza, che sarà chiamata “Piazza Municipio”, un affare consistente in uno “scambio” di aree e di indici urbanistici tra il comune e un imprenditore locale.

Ma l’affare ha visto la ferrea opposizione della minoranza e del consigliere di maggioranza, Aprea, appena dichiaratosi indipendente “… non si prendono decisioni solo sulla base della legittimità … un intervento può essere opinabile anche se legittimo ma inopportuno … “. Aprea ha elencato numerosi punti non chiari e inopportuni. Il suo intervento è stato prima critico “… il provvedimento è carente su tutto, ci sono problemi di ordine tecnico procedimentale, e problemi di ordine estetico funzionale …”, poi costruttivo “… eppure noi crediamo che la città debba avere una piazza, per tanto invitiamo il sindaco e l’amministrazione a rinviare il provvedimento e aprire un confronto con i cittadini, con l’imprenditore interessato, con i tecnici e i consiglieri per studiare la strada migliore per raggiungere questo obbiettivo…”, poi di rimprovero “… insomma sindaco ancora una volta, se ti fossi fatto promotore di un’iniziativa costruita in questo modo, avresti avuto il nostro totale appoggio, non avresti prodotto la crepa che su questo tema si sta determinando nella maggioranza, e tra la cittadinanza e l’amministrazione …” e infine di previsione e/o avvertimento  “… le elezioni hanno prodotto una maggioranza che non deve essere modificata su questioni di convenienza o momentanee, il voto su questo e altri provvedimenti che potrebbe determinare un cambio di maggioranza rappresenterebbe un naufragio del progetto politico “Essere più che sembrare”… la città ha bisogno di essere governata ma la prospettiva che si intravede, potrebbe determinare se non oggi, sicuramente domani, la fine anticipata della consigliatura …”.

Tra le opposizioni la più dettagliata e brillante disamina è stata quella del consigliere Vaccaro del Movimento 5 Stelle, impiantata sull’interesse pubblico. Vaccaro ha sottolineato che la deroga, ai sensi dell’art. 14 della legge 380/01, non prevede la traslazione del volume edificatorio in un’altra zona omogenea diversa da quella originaria, ma può solo derogare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati. Per cui il permesso di costruire richiesto è già viziato di illegittimità. Inoltre ha sottolineato anche gli “squilibri economici”, ritenendo non del tutto opportuno e funzionale l’intervento considerando le numerose aree abbandonate del paese bisognose di essere ripristinate e riqualificate.

L’esponente del Partito Democratico, Domenico Viola, ha posto l’accento sul fatto che nella commissione del 13 dicembre scorso il punto era stato discusso in maniera improvvisata, al posto degli altri punti all’ordine del giorno, una commissione in cui erano presenti solo membri della maggioranza. Invano Viola ha  chiesto spiegazioni al sindaco.

Alla fine i consiglieri di opposizione hanno chiesto al segretario comunale di inviare la documentazione all’A.N.A.C.  (Autorità Nazionale Anti Corruzione), alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti al fine di verificarne procedure e legittimità.

In ogni caso, l’amministrazione Viscovo, porta a caso il risultato, merito del suo ultimo acquisto. Nove favorevoli e otto contrari. L’uomo partita è il nuovo acquisto, il bomber, ex Forza Italia, Gennaro de Simone, che con il suo voto ha fatto si che Viscovo vincesse la partita.

Il vero segreto nei veri affari è conoscere qualcosa che nessuno sa. Chissà se anche nel caso della piazza di Volla, e, soprattutto, chissà se quanto stabilito, ammesso che sia tutto bene interpretato, venga anche rispettato dalle parti. Come ad esempio la precedente variante al piano regolatore votata nel mese di settembre, stravolta con una delibera di giunta che ha monetizzato gli standard.

Tutto sommato, anche se da molti questo è considerato un cattivo affare, esso è stato fatto.

Si dice che è un affare qualsiasi cosa, o scambio, si riesca a fare ad un altro o con un altro, che non vorresti facessero a te. I nove favorevoli, avrebbero fatto quest’affare se fosse stato un loro affare personale?! Si, no? In entrambi i casi, perché?!

Una cosa è certa, e cioè che se viene chiamato “affare” è perché esso vede qualcuno guadagnare più del normale. Chi ci ha guadagnato? Il popolo, l’imprenditore, oppure la maggioranza che governa il paese?



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