Il congresso regionale del Partito Democratico in Campania potrebbe essere convocato a breve e, salvo sorprese, i lavori inizieranno a settembre. Nel frattempo si accende lo scontro interno: Sandro Ruotolo, europarlamentare e membro della segreteria nazionale, ha annunciato la propria disponibilità a candidarsi alla guida del partito regionale. La sua candidatura è sostenuta dall’area politica vicina al deputato Marco Sarracino e nasce come alternativa alla designazione di Piero De Luca, parlamentare e figlio del governatore uscente Vincenzo.
Ruotolo e Sarracino, entrambi scelti da Elly Schlein per incarichi nazionali, si oppongono da settimane all’accordo che prevede il passaggio della segreteria regionale a De Luca jr, intesa voluta per non compromettere i rapporti con il presidente uscente in vista delle elezioni regionali. Per quella sfida, il centrosinistra punta a candidare Roberto Fico, ex presidente della Camera e figura di riferimento del Movimento 5 Stelle.
Il compito di gestire questa delicata fase è nelle mani del senatore Antonio Misiani, commissario straordinario del PD campano dal 2023. Schlein gli ha affidato un obiettivo complesso: mantenere aperto il dialogo con Vincenzo De Luca, ma ridimensionarne l’influenza nella futura assemblea regionale. In quest’ottica è arrivato il no alla proposta del governatore di presentare due liste a suo nome. Anche la distribuzione degli assessorati, in caso di vittoria, sarà vincolata al peso elettorale delle liste e alle scelte del presidente.
Il “lodo Schlein” prevede di lasciare a Piero De Luca la guida regionale del partito, ma assegnare la segreteria metropolitana di Napoli – oggi nelle mani del deluchiano Giuseppe Annunziata – a un esponente della mozione Ruotolo-Sarracino. Una formula che, però, non convince i due esponenti, intenzionati a mantenere una linea dura.
Sul fronte della candidatura, Fico resta il nome più quotato per il “campo largo” e il Movimento 5 Stelle è già in mobilitazione, forte del sostegno del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. L’ex rettore, pur non presentando una lista autonoma, garantirà appoggio politico e lavorerà per unire le forze moderate in un progetto centrista, guardando anche a Italia Viva e agli eventuali fuoriusciti di Azione.
Resta l’incognita delle divisioni interne al PD: il nodo principale è proprio l’intesa con De Luca, osteggiata da una parte consistente del partito. I prossimi giorni saranno decisivi per trovare un equilibrio ed evitare spaccature al congresso. Intanto, venerdì 29, Vincenzo De Luca tornerà in pubblico con il suo consueto appuntamento video sui social, rompendo il silenzio seguito alla pausa estiva.



