Recentemente presentato presso “l’Auditorium Parrocchiale” di Piazzolla il libro di Italo Abbate ”Il mare, le guerre, la vita” – Storia di un padre, raccontata dal figlio.
Dopo il saluto del Parroco don Salvatore Luminelli, sono intervenuti il dott. Federico Garolla di Bard, vice presidente dell’International Propeller del Porto di Napoli, il prof. Vincenzo Ammirati, direttore del mensile “Obiettivo Saviano”, l’ammiraglio Renato Ferraro, già Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera .
Il libro, i cui i capitoli iniziali sono di tipo autobiografico, ha come centro dell’ attenzione descrittiva Piazzolla e rappresenta l’ingresso ufficiale della frazione di Nola nella letteratura. Figura ispiratrice è Luciano, padre dell’autore, giovane da sempre attratto dal mare: egli è disposto ad affrontare qualunque sacrificio per andare a scuola e vedere coronato il suo sogno di diventare Capitano di Lungo Corso, fino ad anteporre la navigazione alla sua stessa vita. A Luciano è affiancato, in modo inscindibile, il mare, inteso non soltanto come simbolo di un progetto da realizzare, ma anche come figura dell’infinito e di quella infinita voglia di libertà preclusa a Luciano dalle ingiustizie sociali. Il figlio, l’autore, ci presenta la figura di un uomo che ottiene ciò che vuole, l’ottiene con il lavoro, la perseveranza, il sacrificio e il credere fermamente nel mondo da cui è affascinato. “Con disincanto certificato”, inoltre, l’autore non trascura di dirci che il protagonista visse la sua gioventù e la sua maturità nel ventennio fascista, che aveva fede nella ideologia politica del tempo, fede mai abbandonata, anche se nei momenti decisivi egli ne prese le distanze, per fatti dolorosi che crearono sofferenze nelle coscienze delle famiglie e delle persone che avevano creduto e continuavano a credere in certi ideali.
E’ un libro di narrativa pieno di illustrazioni tecniche e scientifiche : per il contesto storico dei fatti raccontati l’autore ha inteso soccorrere il lettore con note integrative indirizzate non a “quelli che già sanno, ma a coloro sanno di non tutto o non molto sapere”. Egli non trascura di raccontare fatti anche curiosi, alternati a descrizioni meticolose di tecnica marinaresca che, da “bracconiere di ricordi ,” egli sviluppa non sotto l’influsso di sollecitazioni memoriali e nostalgiche, bensì su prove documentali, frutto di una ricerca storica puntigliosa. Il libro non è privo di senso umoristico, funzionale all’opera, come il sale al mare: l’ironia è un elemento che l’autore ha ereditato dal “Navigator Luciano” in notevole quantità. E questa ironia contribuisce in maniera significativa ad alimentare in noi il piacere della lettura. Allo scrittore di Piazzolla esprimiamo il nostro augurio per un buon successo dell’opera e nel più marinaresco dei modi gli gridiamo:”Vento in poppa, acqua in prora nel mare della letteratura”.
Felice Romano



