CASORIA. E’ stato fermato e denunciato per lesioni l’uomo che mercoledì pomeriggio si è reso protagonista di un brutto episodio nella zona di via Pio XII.
Alle 16 di ieri un dipendente della Polizia Locale di Casoria è intervenuto dopo aver notato all’esterno della postazione un uomo disteso a terra ed in stato di agitazione.
Stando a quanto emerso, pretendeva di essere ricoverato, perchè, seppur diabetico, aveva assunto cibi con tasso glicemico elevato. Non si trattava del primo episodio che lo vedeva protagonista e così di fronte al diniego degli operatori (sarebbe bastata la misurazione della glicemia), prima li ha minacciati, dicendo che avrebbero dovuto fare come lui ordinava, per poi passare alle mani.
L’uomo ha sferrato un pugno allo zigomo dell’autista soccorritore volontario del 118 ed è stato fermato solo grazie all’intervento della Polizia Locale di Casoria. I vigili sono riusciti a bloccarlo a fatica visto che continuava a minacciare ed ad inveire contro di loro: nella colluttazione una guardia giurata comunale è stata colpita, mentre l’autista ferito dal pugno è stato medicato in ospedale, rimediando 5 giorni di prognosi.
L’aggressore è stato identificato e denunciato per lesioni personali dalla stessa vittima ai carabinieri. Il sindaco Raffaele Bene e l’assessore alla Sicurezza Marco Colurcio, lodando l’intervento della Polizia Locale, hanno espresso solidarietà ai due coinvolti: “Vicinanza alla guardia giurata comunale colpita ed all’autista ferito, così come a tutti coloro che rischiano in prima persona per garantire la salute e la sicurezza dei nostri territori. Il rispetto dei ruoli è il primo passo se vogliamo vivere in un contesto civile”.
Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:Interrogazione Consiliare con dibattito in Consiglio Comunale ad oggetto “Attestazione della piena sussistenza dei requisiti urbanistici e normativi dei plessi scolastici”. Il Consigliere Sommese ha rivolto al Sindaco del Comune di Somma Vesuviana, ai Dirigenti Scolastici, all’ Asl Napoli 3 sud, all’ Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro – ISPSEL, ai Vigili del fuoco di Napoli e alla Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica in merito all’agibilità e al rispetto dei requisiti sanitari degli edifici in cui sono ospitati i bambini delle scuole di Somma. Attualmente sono stati avviati i lavori di riqualificazione per le strutture destinate al 1° e al 3° Circolo. Lo scorso agosto era arrivata anche l’approvazione del progetto definitivo per una nuova scuola a Santa Maria del Pozzo.
Il sottoscritto Giuseppe Sommese, in qualità di Consigliere Comunale si rivolge a Lei, nella qualità di Responsabile massimo della preservazione e tutela dell’igiene e della salute sul territorio, ed alla luce dei recenti fenomeni naturali che preoccupano non poco il territorio campano (bradisismo), intende conoscere se i plessi scolastici presso i quali è attualmente collocata la popolazione dei discenti di questo Comune siano corredati, nella loro pienezza, di tutte le autorizzazioni (VV.F., ISPESL, standard, agibilità, requisiti sanitari, normativa antisismica, conformità impianti, abbattimento barriere architettoniche, uscite sicurezza, piano evacuazione, parcheggi) e chiede l’esibizione dell’ apposita attestazione comprovante quanto innanzi.
La richiesta è a tutela dell’intera comunità cittadina, in quanto dalla stessa sono pervenute richieste di rassicurazione sullo stato di sicurezza e conformità dei plessi alle norme inerenti gli edifici scolastici, e ciò anche in costanza della incomprensibile autoreferenzialità dei componenti dell’ufficio scuola di questo comune, i quali hanno l’obbligo di chiarire se gli atti sottostanti alle decisioni assunte di collocazione del personale e della popolazione scolastica, con i relativi impegni contabili, siano stati condivisi nell’ambito di una decisione collegiale con Lei.
La invitiamo, pertanto, a chiarirci anche questo ultimo aspetto.
Il noto marchio di bevande napoletano sbarca anche in Sicilia grazie alla partnership con “Dota caffè”. Il nuovo store è stato aperto a Palermo in via Via Brunelleschi 104 dove sarà possibile acquistare tutti i prodotti della gamma.
La Bevanda del Rè è un marchio figlio della Arignano Distribuzione srl che si occupa di produzione e commercializzazione di caffè, liquori e affini. Prodotti di alta qualità e di produzione artigianale e l’azienda vende in vari comparti distributivi soprattutto nel canale dei negozio specializzati
“Abbiamo scelto Palermo perché c’è una grossa richiesta di prodotto in Sicilia e siamo riusciti a creare una partneship con l’azienda Dota caffè – dichiara il titolare Stefano Arignano – La nostra strategia di espansione prevede l’apertura di sedi su territorio nazionale partendo dalle sedi fisiche di Frattamaggiore e da oggi anche di Palermo. Stiaml pianificando una prossima nuova apertura al Sud Italia e successivamente ci concentreremo al centro Italia” Il progetto dell’imprenditore napoletano è ambizioso e piace alla gente perché riesce a coprire tutte le categorie di persone offrendo una vasta gamma di prodotti e compatibili dai gusti variegati.
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ERCOLANO – La maggioranza costruita dal Sindaco Ciro Buonajuto nel 2020, perde definitivamente il Consigliere Comunale Ciro Santoro, ufficializzando il prossimo 30 ottobre la costituzione del nuovo gruppo consiliare di “+ Europa”.
Grazie ad una forte intesa con il consigliere regionale Luigi Cirillo che, insieme al coordinatore cittadino “+Europa Ercolano”, Rodolfo Migliaccio, si pone come obiettivo quello di rafforzare il lavoro che con attenzione viene portato avanti a livello regionale, portando avanti le battaglie nazionali del partito e dare risposte ai cittadini collaborando con le altre anime politiche liberali della città.
“Il vero impegno è costruire un rapporto simbiotico con il territorio che in questi 3 anni non ha visto concretizzarsi soluzioni dal lavoro di una maggioranza sempre più sgretolata e disattenta”, nonostante il forte attivismo di Santoro che con oltre 1800 esposti e denunce ha attenzionato l’ente e la politica ad innumerevoli problematiche che attanagliano il territorio tra cui le difficoltà logistiche che vive il mondo della disabilità, iniziative pubbliche, l’impegno a favore delle attività produttive, il coinvolgimento dell’associazionismo e la forte presenza sul territorio per le dinamiche strutturali che rappresentano un inesauribile fonte di dissidi e danni ai cittadini e allo stesso ente.
“Vane sono state le promesse nell’ultima campagna elettorale, portate avanti dal comparto di maggioranza guidato dal Sindaco Buonajuto che ha dimostrato di non fare bene per la città e quanto scelto – rimarca Santoro, – è sintomo di coerenza verso i cittadini che alle ultime amministrative mi hanno accordato la loro fiducia.”
La collocazione di Santoro nei banchi dell’ opposizione al fianco dei colleghi Sabbarese e Dorio, oltre a rafforzare il gruppo di Azione in linea con le intese europee non è un azione riduttiva dell’operato intrapreso, “nè tantomeno un atto di tradimento elettorale, soprattutto in un contesto dove è l’attuale maggioranza ad aver tradito un mandato che voleva una città epurata da meccanismi e da contesti ancestrali che oggi vede in ginocchio tanti settori tra cui l’economia locale come le piccole imprese e il settore delle attività produttive, ecco perché, rispetto a ciò che si vuole vendere all’opinione pubblica, di fatto, il territorio di Ercolano, non riesce a vivere di quel supporto naturale che si chiama turismo, ecco perché riconoscersi nell’opposizione diventa un atto di rispetto ad un territorio che vedrà dai banchi dell’opposizione un analisi e un monitoraggio ancora più cavilloso dell’operato della macchina comunale, al fine di poter maggiormente tutelare le esigenze dei cittadini e del territorio stesso.”
ACERRA. “Una giornata storica per Acerra”. E’ quanto ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico questa mattina in occasione del taglio del nastro del MAAS, il Museo di Archeologia e Storia del Territorio di Acerra e Suessula, ubicato nel Castello dei Conti.
All’inaugurazione hanno preso parte il presidente del Consiglio Comunale Raffaele Lettieri, il Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’area Metropolitana di Napoli, il dott. Mariano Nuzzo, il Direttore Generale Politiche Culturali e Turismo della Regione Campania Rosanna Romano, la dottoressa Teresa Elena Cinquantaquattro, oggi Segretaria Regionale per la Campania del Ministero della Cultura, già Soprintendente archeologica, la dott.ssa Daniela Giampaola, Soprintendenza Abap per il Comune di Napoli e il professore dell’Università degli Studi di Salerno Luca Cerchiai.
E’ nel 1982, partendo dagli scavi del post terremoto, che c’è stato il primo atto ufficiale della giunta dell’epoca che manifestò la volontà di istituire un museo di questo genere. Un iter complesso che nel 2014 ha visto la firma della convenzione grazie ad un impegno costante del Comune di Acerra di concerto con la Soprintendenza ed il Mann.
Il museo espone le testimonianze archeologiche della storia delle due antiche città sorte nella piana dei Regi Lagni, Acerrae e Suessula. Lo stesso Castello Baronale, che ospita il museo, ingloba i resti del teatro romano. Da qui prende avvio il percorso, con la storia del territorio e le testimonianze rinvenute nel corso di scavi sia preventivi, provenienti ad esempio dai cantieri della Tav, sia programmati dalla Soprintendenza. Al piano superiore, dove erano le antiche scuderie, il percorso museale prosegue con la storia di Acerrae, l’antico nome della città, e del suo territorio, con l’esposizione dei corredi tombali dal IV sec. a.C. fino all’epoca romana, e dei materiali ceramici d’uso quotidiano dall’età tardo-arcaica. La seconda sala, risalendo nel tempo, mostra invece le importanti testimonianze di età preistorica rinvenute nel suo comprensorio. L’ultima sala è dedicata a Suessula, un centro fiorente fin dal IX sec. a.C. ma abbandonato dopo il periodo medievale. Della città antica si conoscono i resti del foro e delle necropoli. I materiali provenienti da alcune di queste ultime e raccolti attraverso scavi non controllai, sono confluiti nella Collezione Spinelli.
“Da oggi il Sistema Museale acerrano si arricchisce del MAAS – spiega il sindaco d’Errico – circa 700 reperti tra vasi, capitelli, parti di colonnati, ceramiche e tanto altro a disposizione di tutti. Un lavoro iniziato dalle precedenti amministrazioni e che giunge a conclusione attraverso quella continuità amministrativa fatta di persone responsabili che si concentrano sul lavoro e sugli obiettivi da raggiungere. Una indiscutibile attestazione di come Acerra si stia ritagliando uno spazio di rilievo nel panorama culturale regionale e non solo. L’apertura di un nuovo ‘presidio di conoscenza’, infatti, certifica come la crescita di questa terra, terra del bello ricca di passione, passi inevitabilmente attraverso il suo inestimabile patrimonio storico ed artistico, che l’amministrazione comunale continua a sostenere, rilanciare e valorizzare”.
“Reperti che fanno la storia della città – spiega Raffaele Lettieri – un Museo che amplia l’offerta culturale del Castello, diventato un vero e proprio Polo Museale che contiene anche il Museo della Musica, il Museo Multimediale, la Biblioteca Comunale, il Museo della Civiltà Contadina ed il Museo di Pulcinella. Storia che se valorizzata bene può diventare un volano dell’economia locale. Chiaramente bisogna fare rete con i commercianti del territorio affinchè trovino le condizioni per ristrutturare le attività e realizzarne nuove andando così ad intercettare i bisogni soprattutto dei più giovani”.
“Aprire questo Museo significa creare un’ulteriore opportunità di sviluppo per il territorio, consapevoli che il Museo Archeologico è patrimonio di tutti e di tutte le generazioni. Un’occasione in più per rendere maggiormente attrattiva Acerra, visitarla e scoprirla attraverso le sue bellezze” ha evidenziato l’assessore ai Musei Francesca La Montagna.
Il Museo è aperto tutti i giorni con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19; sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.
“Abbiamo nominato sia la Consulta Comunale per lo Sviluppo Economico e Lavoro che la Consulta per la Sicurezza del Territorio. Ognuna avrà al suo interno ben 10 esperti nei campi interessati. Tali consulte avranno natura consultiva, con compiti di proposta ed iniziativa su questioni che atterranno lo Sviluppo Economico e la Sicurezza. Sono due consulte distinte ma l’obiettivo è quello di ascoltare la comunità. La Consulta per lo Sviluppo Economico avrà il compito di contribuire all’elaborazione di strategie e programmi di intervento, verificare l’efficacia delle scelte compiute ed il loro adattamento all’evoluzione dei contesti di riferimento.
Inoltre la Consulta, potrà essere chiamata dal sindaco ad esprimere pareri preventivi su proposte di piani, programmi e potrà raccogliere ed analizzare dati ed informazioni sulla qualità ed efficacia degli interventi e sulle criticità eventualmente segnalate; ma anche elaborare proposte da sottoporre agli organi comunali per l’adozione di atti; proposte per la gestione, l’uso e la manutenzione delle infrastrutture dedicate allo sviluppo economico. Nominata anche la Consulta per la Sicurezza del Territorio. Anche qiresta Consulta avrà il compito di elaborare e contribuire alle strategie e programmi di intervento ed avrà gli stessi compiti della Consulta per lo Sviluppo Economico, ma concentrati in questo caso sul tema della Sicurezza del Territorio. Ognuna delle Consulte è formata da 10 componenti, a costo zero per la comunità, esperti provenienti dai vari settori di competenza”.
Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana
Le considerazioni di oggi non avrei voluto scriverle, c’è tristezza in queste parole, quella di padre, di cittadino di Sant’Anastasia e di italiano.
Un caffè al bar mi ha reso partecipe di una discussione tra due giovani di mia conoscenza. Il tema era il lavoro, la cui mancanza costringe i nostri giovani ad andare via dal paese, città, regione e nazione.
Ebbene questo ragazzo di famiglia Anastasiana, era in procinto di partire per l’Austria, dove gli hanno offerto una dignitosa opportunità , vitto, alloggio e uno stipendio equo.
Leggevo tristezza nelle sue parole, amarezza per questa triste realtà. Non ho potuto non compenetrarmi e provare un moto di rabbia nell’apprendere che a breve lo seguirà la sua ragazza anch’essa di famiglia Anastasiana.
Il problema della fuga dei giovani dall’Italia oggi è una tangibile, triste realtà e non solo un titolo di giornale.
I GIOVANI NON HANNO VOGLIA DI Lavorare??? e io rispondo:” STICAXXI!!! ”
Auspico che i cittadini tutti che hanno a cuore il futuro dei propri figli, chiedano con una sola voce alla politica locale di adoperarsi a tutti i livelli, affinché il tema lavoro per i giovani sia prioritario.
E FIGLJE so’piezz ‘e core, devono studiare e lavorare la dove hanno le loro radici: la famiglia, i concittadini e leggi per le quali i genitori si sono espressi in virtù del futuro per i propri figli.
La politica a tutti i livelli, dia certezze, crei opportunità perché OGGI é già troppo tardi.
Ciro Notaro
Nei giorni scorsi indagine con arresto ai danni di un giovane di 25enne di Acerra, considerato vicino agli Avventurato, per minacce ed estorsione.
Il ragazzo era da poco uscito dal carcere in cui era detenuto e si è subito recato presso l’abitazione del titolare del bar della Clinica Villa dei Fiori di Acerra (estranea alla vicenda, ndr), cercando di estorcere del denaro minacciando di avere una pistola. Il ragazzo – secondo la ricostruzione degli investigatori – ha fatto riferimento al boss del clan Avventurato, avvalorando la tesi di un suo legame con il clan camorristico.
Una richiesta di pizzo vero e proprio di ben 5 mila euro da pagare entro fine settembre a cui l’uomo non ha voluto cedere denunciando subito l’accaduto. Dopo il rifiuto della vittima, però, il 25enne si è recato ben due volte al bar della clinica, armato, minacciando il personale e i figli dell’imprenditore con la richiesta della somma di denaro da pagare obbligatoriamente.
Il ragazzo è stato prontamente arrestato mentre si trovava a Pomigliano D’Arco, dopo la richiesta emessa dal GIP del Tribunale di Napoli con l’accusa di tentata estorsione con l’aggravante mafiosa. Con lui erano presenti più volte due complici che attualmente non sono ancora stati identificati, ma che sono ricercati dai Carabinieri del nucleo di Castello di Cisterna.
Nola. Riceviamo e pubblichiamo: Festa dei Gigli, registrato ufficialmente il marchio presso l’ufficio italiano Marchi e Brevetti ora attestata anche da dal Ministero delle imprese e del Made in Italy.
Nola – Il Ministero delle imprese e del Made in Italy ha riconosciuto il marchio “Festa dei Gigli” a seguito dell’istanza presentata dalla Fondazione Festa dei Gigli lo scorso 19 Maggio.
Il brand diventa ufficialmente e formalmente ad appannaggio della millenaria Festa che dal 2013 è iscritta nella lista dei Beni immateriali tutelati dall’Unesco, nell’ambito della Rete delle Grandi Macchine a spalle italiane.
Un risultato storico che sancisce l’unicità della Festa dei Gigli, fornendo un ulteriore strumento per la sua tutela.
“Abbiamo lavorato intensamente a questo risultato – afferma il presidente della Fondazione Festa dei Gigli, Francesco De Falco – . Si tratta di uno strumento che ci aiuterà nel percorso di tutela della Festa contro ogni forma di attacco e di tentativo di commistione con altre realtà festive che possa danneggiare l’immagine della nostra Festa, consentendoci di potenziare le iniziative di promozione.
L’unicità – oggi ancor di più acclarata della nostra Festa – non corrisponderà ad alcun atteggiamento di chiusura verso le altre feste centenarie ispirate alla Festa dei Gigli, laddove le stesse condividano i nostri stessi valori di fede, pace, tradizione e integrità morale.
Il principio che muove il nostro operato resterà sempre quello dell’inclusione e della condivisione ma dei soli valori positivi e nel rispetto reciproco delle differenze che caratterizzano ciascuna realtà.
Il gip Critelli archivia il procedimento penale a carico del titolare dell’azienda che sta realizzando l’immobile e dei tecnici che ne hanno curato il progetto
Si è chiusa con una vittoria giudiziaria dell’impresa che sta realizzando l’immobile la vicenda della prima casa funeraria di Pomigliano, l’edificio privato ancora in costruzione destinato ad accogliere i feretri del caro estinto per un ulteriore saluto dei parenti prima della tumulazione. Un progetto in stile “americano” voluto quattro anni fa dal Comune accanto al cimitero della città delle fabbriche e che però ha conosciuto una serie di ostacoli.
L’ Archiviazione
Ma alla fine è stato il gip del tribunale di Nola, Daniela Critelli, a risolvere definitivamente il caso accogliendo la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Luca Pisciotta del procedimento penale a carico del titolare dell’impresa e dei due tecnici che hanno curato l’innovativo progetto. L’archiviazione del procedimento penale segue di sei mesi il dissequestro del cantiere deciso ad aprile dal tribunale del Riesame di Napoli dopo la convalida del sequestro firmato dal tribunale di Nola.
Una storia tormentata. Il primo sequestro della struttura di via Corradino avvenne nel 2021. Fu un sequestro preventivo messo a segno dal comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, che contestò una serie di presunti illegittimità nel rilascio del permesso a costruire consentito grazie a una delibera di variazione della destinazione urbanistica dei suoli votata in municipio dalla maggioranza consiliare retta, allora come oggi, dal sindaco Raffaele Russo. Successivamente l’ufficio gip del tribunale di Nola dissequestrò la struttura, un grande edificio di tre piani, a causa dell’assenza di una relazione tecnica.
Il Riesame
Non è finita. Poco dopo l’immobile venne di nuovo sequestrato e i sigilli stavolta furono convalidati dal gip. Fu però il tribunale del Riesame ad aprire le porte allo sblocco di questa storia che definire altalenante sarebbe poco. Il Riesame infatti stabilì che le contestazioni relative al sequestro avanzate dal pubblico ministero fossero sostanzialmente prive di fondamento, in particolare perché il parere sfavorevole della Città Metropolitana di Napoli sulla variazione della destinazione urbanistica dei suoli di via Corradino non era vincolante, come invece sostennero gli inquirenti, ai fini dal rilascio del permesso a costruire da parte del Comune. Infine c’hanno pensato lo stesso pubblico ministero Pisciotta e il gip Critelli a chiudere per sempre un contenzioso pieno di colpi di scena.
«Così come accaduto già in altri atti analoghi, stanno venendo al pettine tutti i nodi di una serie di interventi svolti senza una logica ed un criterio razionale – commenta il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo – questi provvedimenti sembrano essere stati effettuati con l’unico obiettivo di mettere in discussione le azioni della precedente amministrazione comunale. Spero che coloro che hanno subito danni a causa di queste azioni – conclude Russo – non debbano chiedere i relativi danni al Comune, poiché in tal caso saremo costretti a rivalerci sui responsabili di tali errori».
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