Casa funeraria di Pomigliano, inchiesta archiviata: «Nessun illecito»

0
2742
la casa funeraria di Pomigliano
la casa funeraria di Pomigliano

Il gip Critelli archivia il procedimento penale a carico del titolare dell’azienda che sta realizzando l’immobile e dei tecnici che ne hanno curato il progetto  

 

Si è chiusa con una vittoria giudiziaria dell’impresa che sta realizzando l’immobile la vicenda della prima casa funeraria di Pomigliano, l’edificio privato ancora in costruzione destinato ad accogliere i feretri del caro estinto per un ulteriore saluto dei parenti prima della tumulazione. Un progetto in stile “americano” voluto quattro anni fa dal Comune accanto al cimitero della città delle fabbriche e che però ha conosciuto una serie di ostacoli.

                              L’ Archiviazione

Ma alla fine è stato il gip del tribunale di Nola, Daniela Critelli, a risolvere definitivamente il caso accogliendo la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Luca Pisciotta del procedimento penale a carico del titolare dell’impresa e dei due tecnici che hanno curato l’innovativo progetto. L’archiviazione del procedimento penale segue di sei mesi il dissequestro del cantiere deciso ad aprile dal tribunale del Riesame di Napoli dopo la convalida del sequestro firmato dal tribunale di Nola.

Una storia tormentata. Il primo sequestro della struttura di via Corradino avvenne nel 2021. Fu un sequestro preventivo messo a segno dal comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, che contestò una serie di presunti illegittimità nel rilascio del permesso a costruire consentito grazie a una delibera di variazione della destinazione urbanistica dei suoli votata in municipio dalla maggioranza consiliare retta, allora come oggi, dal sindaco Raffaele Russo. Successivamente l’ufficio gip del tribunale di Nola dissequestrò la struttura, un grande edificio di tre piani, a causa dell’assenza di una relazione tecnica.

                                Il Riesame

Non è finita. Poco dopo l’immobile venne di nuovo sequestrato e i sigilli stavolta furono convalidati dal gip. Fu però il tribunale del Riesame ad aprire le porte allo sblocco di questa storia che definire altalenante sarebbe poco.  Il Riesame infatti stabilì che le contestazioni relative al sequestro avanzate dal pubblico ministero fossero sostanzialmente prive di fondamento, in particolare perché il parere sfavorevole della Città Metropolitana di Napoli sulla variazione della destinazione urbanistica dei suoli di via Corradino non era vincolante, come invece sostennero gli inquirenti, ai fini dal rilascio del permesso a costruire da parte del Comune. Infine c’hanno pensato lo stesso pubblico ministero Pisciotta e il gip Critelli a chiudere per sempre un contenzioso pieno di colpi di scena.

«Così come accaduto già in altri atti analoghi, stanno venendo al pettine tutti i nodi di una serie di interventi svolti senza una logica ed un criterio razionale – commenta il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo – questi provvedimenti sembrano essere stati effettuati con l’unico obiettivo di mettere in discussione le azioni della precedente amministrazione comunale. Spero che coloro che hanno subito danni a causa di queste azioni – conclude Russo – non debbano chiedere i relativi danni al Comune, poiché in tal caso saremo costretti a rivalerci sui responsabili di tali errori».